Vergara, da inamovibile per Conte a panchinaro con Allegri: la metamorfosi di un calciatore “normale”

Vergara in questa stagione in totale sette presenze totali con 229 minuti, un gol e un assist. Nella scorsa, 19 presenze, tre gol e quattro assist

Vergara, da inamovibile per Conte a panchinaro con Allegri: la metamorfosi di un calciatore “normale”

Ni Napoli 09/09/2026 - Champions League / Napoli-Arsenal / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Vergara

Antonio Vergara, nella scorsa stagione, si è imposto sulla ribalta nazionale. O meglio, è riuscito da gennaio in poi, quando Antonio Conte fu costretto causa infortuni a schierarlo in campo. Fino ad allora, 10′ in Champions League, una gara da titolare in Coppa Italia (assist contro il Cagliari) e cinque minuti in Serie A.

Lo spartiacque la gara contro il Parma del 14 gennaio; solo 12 i minuti giocati ma da lì in poi è stata un’escalation. Titolare nelle gare successive, gol al Chelsea ed alla Fiorentina, assist contro i viola, Genoa e Verona. Sempre in campo fino al sei marzo, quando una lesione parziale alla fascia plantare lo mise ko di fatto fino a fine stagione. Un campionato chiuso con 19 presenze, tre gol e quattro assist da trequartista, nel 3-4-2-1 disegnato da Conte.

Vergara, la stagione con Allegri

Vergara calciatore del Napoli

In questa stagione, con Max Allegri in panchina, la situazione è nettamente cambiata. Il tecnico, fin dai primi giorni di Dimaro, ha lavorato sul classe 2003 per trasformarlo in mezz’ala, un incursore alla Rabiot, sfruttando il piede e la tecnica del ragazzo cresciuto nel vivaio. Una posizione che Vergara ha faticato a digerire fino in fondo, non riuscendo mai appieno a farla sua.

E così Max l’ha sempre utilizzato in posizioni differenti, provando a mettere il più possibile a suo agio il ragazzo. Di lui, in questa stagione, ci ricordiamo solo l’abbrivio; 23′ contro il Genoa, assist per De Bruyne e gol nel 2-0. Un inizio che lasciava promettere più che bene. Ed invece Vergara è rimasto in panchina contro il Como per poi giocare dal 1′ contro l’Inter una gara anonima da mezz’ala, subendo la sostituzione.

Mezz’ora contro l’Arsenal e titolare a Bologna, stavolta esterno sinistro nel 4-2-3-1; un tempo per poi accomodarsi in panchina. L’infortunio al soleo l’ha tenuto fuori quattro gare mentre nelle ultime tre, contro Roma, Monza e Juve, è sempre subentrato agendo da esterno offensivo senza mai impressionare più di tanto. In totale sette presenze totali ma 229′, un gol ed un assist.

Contro il Porto, nonostante l’emergenza quasi totale, per Vergara dovrebbe esserci un’altra panchina; nemmeno un ballottaggio nel 3-5-2 che varerà Allegri, con Giovane o Lucca accanto ad Hojlund e McTominay-Anguissa mezz’ali ai lati di Gilmour. Una scelta che indice a due sole strade: o il tecnico vuole conservarsi un’arma in panchina oppure crede poco nel ragazzo.

Che, è bene ricordarlo, è un 2003 e non un 2007 o 2008. Allegri non ha mai esitato nel lanciare i giovani, basti pensare a Bartesaghi lo scorso anno al Milan. Allegri l’ha provato in più ruoli ricevendo spesso risposte non confortanti. Non sarà che Vergara, piuttosto, sia un calciatore normale non in grado di fare la differenza ed esaltato troppo frettolosamente?