Sarri: “Non è un problema di calcio. I giocatori erano depressi dopo il primo tempo col Parma”
A Sky: "Non è più calcio, ma incide anche nel calcio giocato. Noi allenatori siamo in discussione ogni tre giorni, non ho pressione. All'interno della società vedo tutte le componenti che cercano di aiutare".

Db Milano 18/10/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Atalanta / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Maurizio Sarri
L’allenatore dell’Atalanta, Maurizio Sarri, ha parlato ai microfoni di Sky Sport alla vigilia della sfida contro il Kairat Almaty di Conference League. Dopo la sconfitta 3-0 col Parma, la squadra è in ritiro.
Sarri: “Gli allenatori sono in discussione ogni tre giorni”
“Il ritiro è la decisione giusta, era un momento in cui bisognava fermarsi e stare insieme. Stiamo lavorando per rendere il periodo difficile il più corto possibile. Col Parma ottimo primo tempo, poi nello spogliatoio c’era già un’atmosfera di depressione e non era giusto. Non sento la pressione, ci sono abituato. I kazaki squadra pericolosa“.
“Il ritiro è un modo per stare insieme, un modo per avere più rapporto con i giocatori, sia per quanto mi riguarda, sia per quanto riguarda il direttore. È un modo di avere colloqui collettivi e individuali con i ragazzi, di passare del tempo insieme anche senza parlare necessariamente di calcio, sempre e comunque. Quindi penso la decisione sia stata giusta, era un momento in cui bisognava fermarsi e stare insieme. Siamo tutti consapevoli delle difficoltà e stiamo lavorando per cercare di rendere il periodo difficile il più corto possibile. Lunedì abbiamo fatto un ottimo primo tempo sotto tutti i punti di vista, poi bisogna parlare di qualcosa che non è calcio giocato, ma che sono delle reazioni emotive e caratteriali che riguardano il secondo tempo. Non è che un gol preso alla fine di un primo tempo fatto su buoni livelli ci aveva compromesso la partita, quindi bisogna rientrare in campo con un’altra decisione, con un’altra convinzione. Non è più calcio, ma è un qualcosa che incide nelle partite quanto il calcio giocato“.

Più specificamente, in merito alla partita di lunedì Sarri ha dichiarato: “Già alla fine del primo tempo negli spogliatoi c’era un’atmosfera di depressione e questo secondo me non era giusto, la squadra aveva dimostrato nel primo tempo e la partita poteva essere rimessa a posto. Poi da cosa possono nascere queste cose è sempre difficile stabilirlo“.
Sulla pressione che sente da allenatore: “Io tanti anni fa mi sono reso conto che noi siamo in discussione ogni tre giorni, quindi è un qualcosa con cui ho fatto i conti, l’ho accettato e oggi non mi fa più alcun tipo di pressione. All’interno della società vedo tutte le componenti che cercano di aiutare: danno fiducia e danno appoggio. In questo momento va bene così, sono contento di quello che vedo intorno“.
Infine, sul Kairat, prossima squadra che dovrà affrontare l’Atalanta: “Un avversario che negli ultimi 11 mesi ha fatto una partita a San Siro e ha perso 2-1, ha fatto una partita a Londra contro l’Arsenal e ha perso 3-2, quindi bisogna uscire da luoghi comuni, adesso anche le nazioni che sembrano meno evolute dal punto di vista calcistico hanno avuto un’evoluzione feroce negli ultimi anni. È una squadra pericolosa, di cui conosciamo più i singoli perché c’è un cambio di allenatore avvenuto la settimana scorsa e col nuovo allenatore hanno fatto solo l’ultima partita di campionato che era ininfluente perché erano già secondi matematicamente, quindi abbiamo un po’ di cose su cui lavorare“.