Jesús de Miguel poteva essere salvato? Non tutto ha funzionato nella macchina dei soccorsi
El Mundo ha raccolto un po' di pareri sui possibili errori nei soccorsi al giocatore del Tenerife morto dopo uno scontro di gioco. Sotto accusa il primo intervento in campo

This undated handout photo released by CD Tenerife on November 3, 2026 shows striker Jesus de Miguel celebrating a goal. Tenerife striker Jesus de Miguel died November 3, 2026 as a result of injuries he suffered in a sickening collision with FC Andorra's goalkeeper in a Spanish second division match. "Broken with pain, with a lump in our throat and unable to believe this is real, CD Tenerife announces the tragic death, at 8:00 am (7am GMT), of Jesus de Miguel Alameda," his club Tenerife said in a statement. (Photo by Handout / CD TENERIFE / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / CD TENERIFE / HANDOUT / " - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS
“Perché non è stato stabilito un accesso venoso, né utilizzato un materassino a depressione o una barella a cucchiaio?”, “Perché, di fronte a una fibrillazione, non è stato usato un DAE (defibrillatore automatico esterno)?”, “Si è trattato il caso come un trauma o come un arresto cardiaco? Non si sposta una persona che si trova in uno stato di totale instabilità e in pericolo di vita”. La morte tragica dell’attaccante del Tenerife Jesús de Miguel dopo uno scontro di gioco si porta appresso degli interrogativi su come è stata gestita l’emergenza e i primi soccorsi. Queste sono le domande che, scrive El Mundo, si sono posti i medici all’Hospital de La Candelaria, dove il giocatore è giunto in condizioni stabili ma già gravissime.

Tutti i dubbi dei medici
Dubbi analoghi sono stati sollevati anche altrove in Spagna, scrive El Mundo. “Mi ha colpito il fatto che un’unità di terapia intensiva mobile non sia entrata direttamente sul terreno di gioco. Dobbiamo capire cosa sia successo. Trattandosi di un trauma allo sterno e alle costole, avrebbe potuto verificarsi persino una rottura cardiaca, una condizione da cui è estremamente difficile riprendersi. È inaccettabile che i protocolli adeguati non siano stati applicati correttamente”, ha osservato un alto dirigente sanitario. “Se venisse confermato che un uomo è rimasto per 20 minuti in fibrillazione ventricolare (FV) all’interno di uno stadio senza ricevere assistenza medica o defibrillazione, la questione dovrà essere indagata a fondo. È inammissibile che accada una cosa del genere”, ha scritto Felipe Díez del Hoyo, cardiologo interventista presso l’Hospital 12 de Octubre di Madrid.
Ci sono parecchi dubbi anche sul ritardo dell’ambulanza. “Il protocollo di sicurezza – scrive El Mundo – prevede che i giocatori vengano trasportati in barella fino a un’ambulanza in attesa in via La Mutine, situata sotto la tribuna principale e vicino agli spogliatoi. Tuttavia, un’ambulanza può accedere al terreno di gioco anche attraverso la tribuna San Sebastián: si tratta dell’unico punto che offre un collegamento diretto tra la strada e il campo”. E poi “sono stati i giocatori di Tenerife e Andorra a dover intervenire per portare la barella fino al punto in cui si trovava l’atleta infortunato e, successivamente, per aiutarlo a uscire dal campo; un’operazione guidata, in particolare, dal giocatore del Tenerife, Gomis”.