Il Napoli è incapace di gestire De Bruyne: un errore metterlo al centro del progetto (Repubblica)
De Bruyne è la prima e principale concausa della crisi del Napoli: stella cadente e spina nel fianco per gli equilibri del gruppo. La società gli consente di tutto, è incapace di gestirlo e i compagni non lo sopportano

Kevin De Bruyne of SSC Napoli reacts during the UEFA Champions League 2026/27 League Phase MD1 match between SSC Napoli and Arsenal FC at Diego Armando Maradona Stadium on September 09, 2026 in Naples, Italy (Photo by Giuseppe Maffia/NurPhoto) (Photo by Giuseppe Maffia / NurPhoto via AFP)
De Laurentiis ha rotto gli indugi e ha ordinato il ritiro punitivo. Lo ha scritto Repubblica con Marco Azzi: stavolta De Laurentiis non si è fatto fermare da Manna. Ha deciso di fare a modo suo. Ha visto quel che è successo in campo tra De Bruyne e Lucca. Ha ascoltato le dichiarazioni di Politano a fine partita sui calciatori non italiani che non ci mettono la faccia. Ha ascoltato le critiche di Hojlund ad Allegri, così come le parole di McTominay.
Marco Azzi su Repubblica scrive che con l’addio di Conte non c’è più nessuno in grado di tenere contatto lo spogliatoio. E che uno dei mali di questo Napoli si chiama De Bruyne.

De Bruyne è la prima e principale concausa della crisi del Napoli
Scrive il quotidiano:
“La prima e principale concausa della crisi è del resto la valanga di errori – tra presunzione e miopia – commessi sul mercato, con il peccato originale della conferma al centro del progetto tecnico di Kevin De Bruyne: stella cadente e spina nel fianco per gli equilibri del gruppo, come si è visto contro il Porto con l’ennesimo gesto di insofferenza del belga, stavolta nei confronti di Lucca. A KDB è stato permesso da luglio in poi di fare il bello e cattivo tempo, con il club incapace di gestirlo e il malumore crescente intorno a lui dei compagni, messo a nudo dalla spaccatura tra giocatori italiani e stranieri emersa dalle parole Politano, dopo la disfatta in Champions League contro il Porto. “Vorrei che ci mettessero la faccia pure loro, quando le cose non vanno”“.