Che hanno da dirsi De Bruyne e Lucca? Il manifesto dell’incomunicabilità calcistica
Esiste un esperanto che riesca a farli parlare? Il Napolista è riuscito ad intercettare il diverbio in Portogallo. E lo abbiamo tradotto per voi

L’avventura, la notte, l’eclisse. Il Napoli sta attraversando tutta la trilogia dell’incomunicabilità di Michelangelo Antonioni come fossero tre fasi non elaborate di un lutto imminente. Il ritiro a Pozzuoli trascina i ricordi all’ammutinamento che fu. Ma è il campo che rende intraducibile la crisi: il “battibecco” tra De Bruyne e Lucca. Uno scambio filologicamente impossibile, come se un umano provasse a mandare una mail ad un alieno che risponde con la telepatia. Cosa hanno da dirsi due così? E come se lo son detti? Esiste un esperanto che riesca a farli parlare? Uno che ha trascorso dieci anni a spiegare al calcio mondiale come si fa a vedere cose che gli altri nemmeno immaginano s’è infine arreso all’inimmaginabile: doversi mettere a discutere con Lucca. Il Napolista, con i suoi potenti mezzi, è riuscito ad intercettare il diverbio. E lo abbiamo tradotto per voi.
Non guardami non ti sento
DE BRUYNE: Ma perché non hai attaccato il primo palo?
LUCCA: Perché non ho niente contro di lui, il secondo già è più stronzo.
DE BRUYNE: Guardami quando ti parlo.
LUCCA: Ah stai qua sotto, non ti vedevo. Perché parli?
DE BRUYNE: Perché sono Kevin De Bruyne.
LUCCA: E quindi?
DE BRUYNE: Ho vinto sei Premier League, una Champions League, ho giocato dieci anni nel Manchester City, ho servito assist a gente che non sapeva nemmeno di essere libera davanti alla porta. Ho fatto segnare Haaland, Aguero, Sterling, Foden. Ho giocato con la nazionale belga in mezzo a una generazione di fenomeni. Tu sei?
LUCCA: Io sono più alto di Lukaku
DE BRUYNE: Ma almeno hai capito che cosa ti stavo chiedendo?
LUCCA: No, ma non mi piace il tono.
DE BRUYNE: Il tono? Io ho giocato con Guardiola.
LUCCA: E io ho giocato con Zanetti.
DE BRUYNE: Javier?
LUCCA: No, Pisa.
DE BRUYNE: …

E se provassimo con l’esperanto?
LUCCA: Perché non mi passi la palla?
DE BRUYNE: Perché eri in fuorigioco.
LUCCA: Ma non c’era nessuno.
DE BRUYNE: Appunto. Il fuorigioco è fatto così
LUCCA: Devi sempre fare quello che sa tutto.
DE BRUYNE: Io SO tutto. Proviamo con l’Esperanto? Mi aŭdas?
LUCCA: Eh?
DE BRUYNE: Ĉu vi komprenas min?
LUCCA: Kevin, parla normale.
DE BRUYNE: Ĝi estas Esperanto!
LUCCA: Ecco, lo sapevo. Fai il fenomeno.
DE BRUYNE: Io SONO un fenomeno
LUCCA: Parli solo con me però, eh? Non vai in tv come noi italiani
DE BRUYNE: Io parlo la lingua del calcio. La tv non mi piace, voi italiani siete tutti pizza mandolino e Bruno Vespa
LUCCA: Ha ragione Politano
DE BRUYNE: Chi?
LUCCA: Gioca con noi
DE BRUYNE: Il lunedì a calcetto? Chiamate anche me, così non vi rispondo.
LUCCA: Non ne posso più, stavo meglio all’Udinese a rubare rigori a Thauvin. Nemmeno Lazar Samardzic si atteggiava così.