Klopp risponde agli insulti razzisti contro la Germania. “Il problema è che oggi tutti possono dire la loro”
Dopo il ko con la Grecia sui social sono comparsi decine di commenti contro i giocatori con origini straniere. Il ct tedesco: "Non hanno nessuna importanza, non ho tempo per le stupidaggini. Il mondo dovrebbe imparare da uno spogliatoio".

Liverpool's German manager Jurgen Klopp addresses a press conference on March 6, 2024 in Prague on the eve of the UEFA Europa League football match between Liverpool and AC Sparta Prague. (Photo by Michal Cizek / AFP)
Sulle critiche tecniche Klopp aveva fatto spallucce, ma sul razzismo no. Il nuovo ct della Germania è partito male, con la sconfitta in casa con la Grecia in Nations League. Dopo quella partita, sui social sono comparsi decine di commenti contro la squadra: per qualcuno la nazionale non era “abbastanza tedesca”, per altri non era “abbastanza bianca”, con attacchi alle origini straniere di diversi giocatori. Ieri, nella conferenza stampa di Monaco di Baviera alla vigilia della sfida con la Serbia, gli hanno chiesto un commento.
Klopp e il razzismo: “Non ho tempo per le stupidaggini”
La risposta è stata netta:
“Non c’è nessun motivo di dare attenzione a queste persone. Nella vita normale non ho quasi tempo per le stupidaggini, e nemmeno sui social.”
E poi l’affondo:
“Il grande problema della nostra vita è che tutti possono esprimere la propria opinione sui social. Una volta chi voleva protestare doveva scrivere una lettera. Oggi la gente dice cose senza aver nemmeno cominciato a pensare. È una follia.”
“Il mondo dovrebbe imparare da uno spogliatoio”
Klopp ha difeso il gruppo, composto da tanti giocatori alle prime esperienze in nazionale:
“La convivenza del nostro gruppo non potrebbe essere più bella. In uno spogliatoio ci si rispetta per quello che si fa, non per pregiudizi. Il mondo potrebbe imparare qualcosa da uno spogliatoio sportivo.”
Il ct ha anche detto di voler “riprendersi la bandiera”: il nero-rosso-oro, secondo lui, è stato troppo spesso usato per scopi sbagliati, e va sventolato in modo che nessuno si senta escluso. Già dopo la Grecia aveva chiesto di prendersela con lui e non con i ragazzi: “Se volete criticare qualcuno, criticate me“.
Klopp, in Germania, è trattato quasi come un messia, e non ha mai avuto paura di dire quello che pensa, nemmeno ai giornalisti: ha definito “patetico” chi diffonde le convocazioni in anticipo. Stavolta però la sua presa di posizione va oltre il calcio. E il problema è tutt’altro che solo tedesco: anche in Inghilterra Robinio Vaz è stato sommerso di insulti razzisti appena arrivato all’Hull City. Intanto, a chi pensa e parla, come abbiamo scritto a proposito del caso Mbappé, il calcio non perdona quasi mai. A Klopp, almeno in Germania, sembra che lo lascino fare.