Klopp si atteggia a messia, e in Germania gli credono: questa è la differenza con l’Italia di Mancini

La Süddeutsche: "Klopp ha bisogno di tempo e le due sconfitte con Olanda e Grecia ci stanno, perché ha un'enorme credibilità"

Klopp si atteggia a messia, e in Germania gli credono: questa è la differenza con l’Italia di Mancini

Germany's head coach Juergen Klopp gestures ahead the UEFA Nations League Group A2 between Germany and Greece in Augsburg, southern Germany on September 27, 2026. (Photo by Michaela STACHE / AFP)

Secondo la Süddeutsche Zeitung Jürgen Klopp sta giocando a fare il messia, con la Germania. Ma un messia involontario, tipo quello di “Brian di Nazareth” dei Monty Python. Nel film un gruppo di devoti insegue Brian, proclamandolo il Messia. Quando lui insiste di non esserlo, i credenti ribattono che solo il vero Messia rinnegherebbe la propria divinità. Allora Brian, disperato, dichiara di essere effettivamente il Messia, e loro lo venerano ancora di più. Ecco, il punto, per il giornale tedesco è che la gente “desiderava, e desidera tuttora, vedere il nuovo commissario tecnico come un salvatore. Ma a differenza di Brian, Jürgen Klopp non si sottrae al ruolo; al contrario, cerca di sfruttarlo”.

Klopp investe sul lungo periodo

Peccato che alle prime due partite con Klopp la Germania abbia perso con  l’Olanda e la Grecia. Roba che a Mancini gli avrebbero montato direttamente la croce sulla schiena. E “non sorprende che la nazionale tedesca non sia riuscita a esprimere appieno il suo già limitato potenziale in due partite – scrive la Sz – perché Klopp ha scelto deliberatamente questo approccio. Ha diviso i suoi migliori giocatori tra due squadre, indebolendosi di fatto. Vuole passare immediatamente al suo stile di gioco basato sul pressing alto – cosa difficilmente realizzabile in così poco tempo – e lo sta facendo in parte con giocatori giovani che non hanno mai nemmeno esordito con la nazionale tedesca. Klopp ragiona in cicli biennali”.

Klopp

“Klopp ha scelto di non puntare al successo immediato, e ci sono buone ragioni per questa decisione”, ma a differenza che in Italia, “il completo rinnovamento della squadra operato da Jürgen Klopp è stato accolto con tanto entusiasmo. Ora, tuttavia, non dovrebbe sorprendere che il processo di rinnovamento stia diventando caotico. Finché esiste la convinzione che siano necessari cambiamenti radicali – e su questo c’è un generale consenso – al commissario tecnico della nazionale deve essere consentito di adottare misure più radicali”. In Italia, alla prima partita da titolare di Romano, lo hanno massacrato.

Klopp ha un credito enorme

“Ogni allenatore di una nazionale ha il diritto di sfruttare il vantaggio iniziale a modo suo. Questo credito, ovviamente, non è illimitato. La fase a eliminazione diretta della Nations League del prossimo marzo è quanto di più simile a un torneo di preparazione agli Europei. Raggiungerla sarebbe in realtà l’obiettivo ovvio; per farlo, la Germania deve arrivare almeno seconda nel suo girone.  Sia al Borussia Dortmund che al Liverpool, Klopp ha avuto bisogno di un periodo di tempo relativamente lungo dopo aver assunto l’incarico prima che il gioco della squadra rispecchiasse la sua visione. In entrambi i club, ha ricostruito completamente la rosa, trovando costantemente giocatori che si adattassero al suo ideale. Ora punta ad accelerare questo processo alla DFB (Federazione calcistica tedesca) nominando 44 giocatori. In entrambi i club, a Klopp è stato concesso il tempo necessario, in parte perché riesce a presentare la promessa di un futuro più roseo in modo più convincente rispetto ad altri allenatori. In questo senso, sfrutta anche in modo pragmatico il fatto che alcuni lo considerano più di un semplice allenatore di calcio”. Un messia, appunto.