Immobile: “Mancini la scelta migliore, lui non ti incasina la testa” (si riferisce a Spalletti?)
Al CorSera: "Mancini non è un déjà vu o, peggio, un amarcord. Cerca qualità morali, sa che sono importanti come quelle tecniche". E ancora: "Dovrei chiedere scusa a Klopp"

Db Enschede (Olanda) 15/06/2023 - Nations League / Spagna-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Ciro Immobile
Ciro Immobile ha smesso, ma la Nazionale non l’ha lasciata. L’ex bomber di Torre Annunziata, 36 anni e 320 gol in carriera, si è ritirato l’estate scorsa e oggi è capo delegazione dell’Under 16. Il prossimo obiettivo è allenare: “Chissà, un giorno proprio la Nazionale”. Al Corriere della Sera – a firma Monica Scozzafava – ha raccontato la sua carriera, partita a dieci anni sotto un albero di nocciole con la maglia dell’Atalanta regalata da uno zio. Poi Juve, Pescara, Genoa, Torino, Bologna, la Lazio di cui è diventato bandiera, l’Europa (Germania, Spagna, Turchia e infine Francia) e l’Europeo vinto nel 2021. In mezzo, un contratto da 40 milioni con la Cina stracciato prima della firma e un no all’Arabia.
Immobile e Mancini: “Il campo è soltanto loro”
Su Mancini, il ct con cui ha vinto l’Europeo:
“Mancini è stata la scelta migliore, tutti si stanno accorgendo che non è un déjà vu o, peggio, un amarcord. Lui ha la capacità di creare gruppo, non arriva nello spogliatoio o in allenamento a incasinarti la testa. Cerca qualità morali, sa che sono importanti come quelle tecniche. All’Europeo la forza era rappresentata da molti giocatori che erano capitani nei loro club di appartenenza, e fu una spinta sul fronte dell’esperienza. Oggi ha convocato i ragazzi, ha dimostrato di avere fiducia, li ha caricati. Motivati. Nessuno si tirerà indietro, i risultati del cambiamento sono già visibili. Coinvolge tutti alla stessa maniera, è riuscito a unire attorno a una causa comune. Il campo è soltanto loro. Le polemiche, tutte, restano fuori”.
Il segreto del gruppo:
“Semplice: non ci sono prime donne o se ci sono sanno che partono tutti alla pari”.
Inzaghi l’allenatore che gli ha dato di più
L’allenatore che gli ha dato di più:
“Simone Inzaghi, dal punto di vista umano soprattutto, è unico. Ci siamo frequentati anche con le famiglie”.
E quello a cui chiederebbe scusa:
“Klopp, strano, eh? Ma al Borussia io ero troppo giovane, lui a fine ciclo. Dovrei chiedergli scusa”.
Il clima che descrive Immobile è lo stesso raccontato dai giocatori di Mancini in questi giorni. Vergara: “Mancini ci chiede di essere felici quando giochiamo, di divertirci tra noi”. Scalvini: “Ci ha chiesto di divertirci, vuole una squadra in grado di dominare”. Frattesi: “Nazionale piena di giovani, si sta creando qualcosa”. Sulla Lazio di Lotito, invece, il Times aveva scritto che Lotito non è simpatico, ma combatte gli ultras fascisti. E il record di gol in un campionato di Serie A di Higuain e Immobile, 36 reti, potrebbe essere a rischio.