Vergara: “Mancini ci chiede di essere felici quando giochiamo, di divertirci tra noi”
Il giocatore del Napoli racconta a Repubblica l'esordio con la Francia: "In mezzo a tanti campioni mi sono sentito a mio agio, alla fine sono umani anche i francesi". E su Zidane: "Per me una fonte di ispirazione quand'ero bambino".

Ni Napoli 09/09/2026 - Champions League / Napoli-Arsenal / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Vergara
Antonio Vergara ancora non ci crede. Il giocatore del Napoli, nato a Frattaminore 23 anni fa, ha esordito in Nazionale allo Stade de France: uno spezzone di partita nell’1-1 contro la Francia, sfruttato bene per dimostrare a Mancini che si può contare su di lui. Lo ha raccontato in un’intervista a Repubblica:
“Un’emozione enorme: vestire i colori dell’Italia è qualcosa di unico, veramente speciale”.
Per Repubblica, Vergara segue “l’esemplare scia di Kayode in Turchia”: le gambe dei giovani azzurri non tremano, e proprio la loro sfrontatezza è “il segnale più incoraggiante per la rinascita”.
Vergara e Mancini: “Ci convince della nostra bravura”
Vergara, ora vuole più spazio?
“Questo dipende dal mister. Devo solo farmi trovare sempre pronto. In mezzo a tanti campioni mi sono sentito a mio agio, alla fine sono umani anche i francesi. Una piacevole sensazione, anche se la punizione di Olise mi ha lasciato a bocca aperta”.
Sta iniziando un nuovo corso, racconti il dietro le quinte.
“Mancini lavora tanto sulla psicologia del gruppo. Ci convince della nostra bravura e ci chiede di essere felici quando giochiamo, di divertirci tra noi, di accorciare le distanze in campo per gestire di più il pallone”.
Sembra la strada giusta.
“Sì, abbiamo iniziato a vedere quella che potrà essere la nuova Italia, come mentalità e organizzazione di gioco. Ma ora sotto con la Turchia, c’è già un’altra gara”.
“Mi piace giocare a destra”
Ma qual è il suo ruolo preferito?
“A me piace giocare di più a destra, perché essendo mancino ho la possibilità di rientrare sul piede sinistro. Ma sono a totale disposizione di Mancini”.
Donnarumma, i fratelli Esposito, lei. Stesso dialetto.
“È una Nazionale a trazione campana. Donnarumma contro la Francia ha fatto parate pazzesche: meno male che sta con noi, altrimenti far gol sarebbe diventato impossibile”.
Le parole su Mancini sono le stesse di Scalvini qualche giorno fa: “Mancini ci ha chiesto di divertirci, vuole una squadra in grado di dominare”. Il racconto della sua serata a Parigi è qui: un esordio da urlo, senza paura, lottando su ogni pallone. Poi il pieno di elogi e la Gazzetta che lo ha paragonato al primo Kvaratskhelia. Sul ruolo, a destra per rientrare sul sinistro, Allegri finora lo ha usato un po’ ovunque: mezzala, esterno destro e sinistro, trequartista.