Il gioco di Sarri provoca la malattia del sonno a calciatori e tifosi, il Corriere Bergamo non lo sopporta più
Il Corriere di Bergamo: "Ci vuole pazienza anche ad ascoltare il nostro allenatore, che da mesi parla della prestazione, mentre alla maggioranza dei tifosi sembra che la squadra giochi mediamente e costantemente male e basta"

Db Clusone (Bergamo) 13/07/2026 - amichevole / Atalanta-Atalanta U20 / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Maurizio Sarri
Forse Giuntoli credeva davvero che, richiamando Sarri, avrebbe potuto riammirare, anche solo a sprazzi, il gioco visto a Napoli. Ma un dirigente così scafato dovrebbe ben sapere che esistono contesti, momenti e interpreti diversi e che ciò che è stato più di dieci anni fa, con interpreti e condizioni totalmente differenti, difficilmente si sarebbe potuto ripetere. Ma parliamoci chiaro: il cosiddetto sarrismo si è mai più rivisto dopo quel triennio? Il Corriere di Bergamo non ci sta e Davide Ferrario scrive un commento piuttosto pungente.
Sarri, il suo gioco causa torpore

Si legge sul Corriere:
“Ci vuole pazienza anche ad ascoltare il nostro allenatore, che da mesi parla della “prestazione” vedendovi talvolta segni di progresso, talvolta qualche passo indietro, mentre alla maggioranza dei tifosi sembra che la squadra giochi mediamente e costantemente male e basta.
Il pezzo poi cita i libri di Krasznahorkai, premio Nobel ungherese, che cercava il torpore con le sue parole, in modo tale che chi avesse avuto pazienza avrebbe trovato dei veri e propri tesori, ma…
“Torpore e smarrimento sono finora anche le caratteristiche del gioco atalantino; che appunto con pazienza sopportiamo, senza ahimè aver ancora però scoperto tesori calcistici paragonabili alla prosa dello scrittore ungherese (a meno che proprio un libro da Nobel stia scrivendo Sarri nelle sue misteriose note). Ma forse bisogna intendere il termine «paziente» in un altro senso, vale a dire quello di ammalato in cura: in questo risultando perfettamente adeguato alla condizione dell’Atalanta.
“La malattia del sonno”

Infine:
“C’è infatti qualcosa di patologico nel modo in cui i nostri scendono in campo, come colpiti tutti insieme da un contagio di origine misteriosa, una malattia tipo la tripanosomiasi africana, meglio nota come “malattia del sonno” in versione calcistica, per cui i nerazzurri pencolano su e giù per il campo scambiandosi il pallone senza particolare costrutto, se non per toglierselo dai piedi il più velocemente possibile”
Infine, l’avvertimento: qualora la Dea non facesse punti con il Frosinone, i tifosi perderebbero completamente la pazienza. A Bergamo già non lo tollerano più.