Haaland fa causa alla Norwegian Air per la sua coda di cavallo: “Era solo tifo”, “No, era pubblicità”
Durante il Mondiale la compagnia aerea norvegese ha piazzato la chioma del centravanti del City sul muso di un aereo: "Non siamo mai sembrati così norvegesi". Ora la questione finisce al Tribunale di Oslo.

La causa Haaland Norwegian Air nasce da una coda di cavallo. Quella che Erling Haaland portava fino a poco tempo fa e che in questo avvio di stagione non c’è più: il nuovo taglio ha fatto discutere quasi più dei suoi gol. Ma quella coda bionda, durante il Mondiale, era finita sul muso di un aereo. E adesso il centravanti del Manchester City ha deciso di portare la compagnia in tribunale.
Secondo quanto riportato dalla stampa norvegese, lo studio legale che assiste Haaland ha depositato una citazione formale al Tribunale distrettuale di Oslo, anche per conto della società britannica York Promotions Ltd. L’accusa alla Norwegian Air Shuttle ASA è di aver sfruttato in modo illecito caratteristiche commerciali riconducibili al giocatore, compresi i suoi marchi registrati, per vendere biglietti aerei durante il torneo iridato.
Haaland contro Norwegian Air: la foto e la didascalia
Mentre la Norvegia faceva la sua figura al Mondiale, la compagnia cavalcava l’onda sui social. La campagna era costruita su un’immagine molto riconoscibile: la coda di cavallo bionda di Haaland applicata sul muso di uno dei suoi aerei, con la didascalia:
“Non siamo mai sembrati così norvegesi”.
La foto è stata poi cancellata e la compagnia ha parlato di una trovata scherzosa. Non è bastato. Haaland e i suoi legali hanno deciso di andare avanti, nonostante la Norwegian sia una compagnia nazionale e nonostante l’immagine del giocatore non ne sia uscita danneggiata. L’obiettivo, a quanto pare, è un altro: stroncare sul nascere un tipo di utilizzo che, vista la dimensione globale del personaggio, rischierebbe di moltiplicarsi.
La risposta della compagnia: “Il nostro tifo accolto con azioni legali”
Il responsabile stampa della Norwegian ha risposto così:
“È vero che abbiamo ricevuto una citazione che non comprendiamo. È un peccato che il nostro tifo sia stato accolto con delle azioni legali, ma speriamo in un dialogo ragionevole affinché anche in futuro ci sia consentito fare il tifo per i nostri eroi sportivi”.
L’esperto: “Ci sono precedenti della Corte Suprema”
A VG Sporten il professor Tore Lunde, esperto di diritto del marketing all’Università di Bergen, si è detto piuttosto convinto che l’iniziativa di Haaland possa andare a buon fine. Secondo gli esperti di diritto, esistono precedenti favorevoli della Corte Suprema norvegese che tutelano l’immagine degli atleti dall’uso commerciale non autorizzato da parte delle aziende.
Non è la prima volta che un calciatore porta in tribunale chi usa la sua immagine per vendere qualcosa: in Italia lo ha fatto di recente Gianni Rivera contro il videogioco Fifa. Per Haaland, poi, sono settimane complicate anche fuori dalle aule norvegesi: il suo club è travolto dal caso delle violazioni delle regole della Premier, tanto che il Guardian ha scritto che il City andrebbe cacciato dal campionato, mentre Guardiola ha fatto quadrato attorno alla società. E con la Nazionale, pochi giorni fa, ha visto Hojlund prendersi la scena nella sfida tra Danimarca e Norvegia.