Rivera fa causa a Fifa (il videogioco della PlayStation): “sfruttano la mia immagine”
Ne scrive Il Giornale. A breve la sentenza del giudice. Rivera: "credevo che fosse per la promozione del calcio tra i giovani. Invece è diventato puro business"

As Roma 29/01/2018 - assemblea elettiva FIGC / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Gianni Rivera
Rivera e quel consenso dato a EA nel 2005
Rivera contro Fifa (il videogioco) ricorda un po’ Maciste contro Godzilla e altri titoli simili. Gianni Rivera, ieri 83 anni, ha da tempo avviato una battaglia giudiziaria contro Electronic Arts (il colosso dei videogiochi).
Ne scrive Il Giornale con Marco Lombardo che ricorda come la prima tappa sia a un passo dalla conclusione, ossia la sentenza del giudice. Ma aggiunge che Rivera vuole andare fino in fondo a questa vicenda.
Tutto nasce da una lettera che EA ha inviato a Rivera nel 2005 e che lui ha firmato. Ma per Rivera quel documento prevederebbe un consenso troppo generico e non valido per uno sfruttamento commerciale così ampio e prolungato.
Dice al Giornale: “Avevo firmato un accordo perché credevo che fosse per la promozione del calcio tra i giovani. Invece è diventato puro business».

E ancora: “Il documento non specifica in modo adeguato durata, modalità, piattaforme, territorio e forme di sfruttamento future. Se fosse stato così non avrei firmato: in tutta la mia carriera non ho mai voluto cedere a nessuno i diritti a sfruttare la mia immagine. Figuriamoci a chi produce un gioco elettronico”.
La formula usata nella liberatoria – prosegue il quotidiano – include i “giochi futuri”, e quindi ne rende legittimo l’utilizzo.
Ma c’è di mezzo lo sfruttamento commerciale. Rivera compare mentre calcia verso una rete che presenta a caratteri cubitali il nome di uno sponsor tecnico. Secondo lui questo cambia tutto.
Vedremo come andrà a finire.