Dopo la gaffe pro Emirati, il premier Burnham fa retromarcia sul City: “I responsabili dovranno pagare”
Scrive il Times: "Nel primo comunicato aveva detto che sarebbe stato 'molto preoccupato' se lo scandalo avesse portato il proprietario del City, lo sceicco Mansour, a lasciare il club. Poi, ha corretto il tiro"

A logo is pictured outside the Etihad Stadium, the home ground of Manchester City football club, in Manchester, north-west England on September 30, 2026. The Premier League said on September 29 that Manchester City have been found guilty of serious breaches of the Premier League's financial rules over a nine-season period between 2009 and 2018. (Photo by Oli SCARFF / AFP)
Il Manchester City ritenuto colpevole di 114 delle 115 violazioni di cui era accusato continua a creare scalpore nel mondo calcistico e non solo. D’altronde la Premier League è costretta ora a gestire un caso di rilevanza internazionale che coinvolge anche il mondo politico della Gran Bretagna.
Come scrive il Times, il Treasury Committee ha chiesto all’agenzia fiscale britannica – l’HMRC – di indagare sui “finti” accordi di sponsorizzazione e sui sistemi relativi ai diritti d’immagine del club. Sulla vicenda City si è esposto anche Andy Burnham, il Premier britannico protagonista di un clamoroso dietrofront in appena pochi giorni.
Caso Manchester City, si espone il premier Burnham
Scrive il Times: “Downing Street ha diffuso giovedì due precisazioni separate, dopo che il primo ministro aveva detto che sarebbe stato ‘molto preoccupato’ se lo scandalo avesse portato il proprietario del City, lo sceicco Mansour, a lasciare il club, aggiungendo che ‘sono stati un partner enorme nella costruzione della Manchester moderna’“.
Un portavoce di Downing Street ha dichiarato: “Come ha chiarito il primo ministro, la sentenza iniziale è grave e non può esserci alcun dubbio sul fatto che qualcuno possa essere al di sopra delle regole. Ha inoltre sottolineato che si tratta di un procedimento indipendente ancora in corso. È essenziale che possa arrivare alla sua conclusione e che il risultato venga rispettato. Se verranno accertate violazioni, i responsabili dovranno affrontarne le conseguenze appropriate“.
Successivamente, Downing Street ha corretto la seconda frase, precisando: “Ovunque vengano accertate violazioni, i responsabili dovranno affrontarne le conseguenze appropriate”.
Bernstein preoccupato dell’interferenza politica sul caso City

Una presa di posizione del primo ministro che ha spinto David Bernstein, ex presidente della FA e del Manchester City, a dirsi molto preoccupato circa il possibile rischio di interferenze politiche con il nuovo Independent Football Regulator, l’autorità indipendente che ha il potere di obbligare i proprietari a vendere i loro club qualora non superino i controlli sull’integrità.
Bernstein ha sottolineato che, dal momento che il City è di proprietà di Mansour, vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti, potrebbe esserci una pressione politica attorno alle eventuali sanzioni imposte al club.
Bernstein ha dichiarato a Times Radio: “Il regolatore non si troverà mai ad affrontare questioni più importanti di questa. Sono preoccupato fin dall’inizio che ci sia il rischio di interferenze politiche, sia perché il City potrebbe essere, per usare le mie parole, ‘troppo grande per fallire’, sia perché potrebbe essere coinvolto un interesse nazionale.
“Ho questa visione di burocrati che corrono avanti e indietro per il Foreign Office alla ricerca di modi per gestire la situazione, perché è una questione delicata e non è facile. A mio avviso, in questa situazione estrema è assolutamente giusto che venga fatta giustizia. Quindi vedremo: ora che la situazione sta esplodendo, vedremo come si comporteranno le persone e vedremo se l’indipendenza verrà mantenuta”.