Così Marotta sta provando a far fuori Malagò: è troppo autonomo e non piace al Governo. Galliani è pronto
Repubblica: Se Malagò non lo candida la Serie A, non lo candida nessuno. Per ora sono 5 club contro 5. Altre otto società saranno l'ago della bilancia

Cm Verona 23/11/2024 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Inter / foto Cristiano Mazzi/Image Sport
La partita non è ancora finita e, anzi, sembra essere entrata nelle sue fasi più incandescenti. La posta in palio è la Figc. Malagò, lo sappiamo, è inviso al governo e a una parte della Serie A, con Marotta in prima linea, ma può contare sull’appoggio di altri club, tra cui Napoli e Roma. Galliani, dal canto suo, ha il sostegno delle due milanesi. È testa a testa. Il punto di Matteo Pinci su Repubblica.
Galliani-Malagò: testa a testa

Si legge su Repubblica:
“La Serie A è di nuovo una polveriera, spaccata tra chi sta con Giovanni Malagò e chi invece gli ha dichiarato guerra, pronto a spodestarlo dall’ufficio in Federcalcio per mettere al suo posto Adriano Galliani, senatore di Forza Italia e gradito al governo.
Quando Marotta e Percassi hanno convinto Galliani a scendere in campo avevano una certezza: nessuna componente candiderà Malagò se non lo farà la Serie A. Quindi per tagliarlo fuori dalla partita non servono 11 voti: ne bastano 10 che provocherebbero lo stallo. È già tempo di fare i conti, perché il 4 novembre scade il termine per presentare le candidature per il voto della Federcalcio fissato al 14 dicembre.
Malagò può contare sulle firme di cinque club al momento: Monza, Napoli, Roma, Lecce, Bologna. Potrebbe aggiungersi il Torino, che già si dichiara a favore. Anche Galliani ha cinque firme: oltre a Inter e Atalanta, portabandiera del movimento, stanno con lui Milan, Como e Genoa. Ma venerdì sera erano a cena con Marotta anche Carnevali e Ferrero, ad e presidente della Juventus. L’appoggio del club dipende dalla proprietà: su Elkann sono in pressing sia Malagò, sia il ministro Giorgetti che sostiene la causa del senatore forzista.”
Le altre 8 società

Cosa fungerà da ago della bilancia? Otto società, tra cui Cagliari e Sassuolo, che puntano su Galliani. L’attuale commissario della Figc punta a incassare l’appoggio di Frosinone e Udinese, mentre la Lazio, per ora, non dà alcun segnale intellegibile.
Secondo la ricostruzione di Repubblica, l’ultimo motivo di scontro è stata la nomina di Beppe Signori a capo delegazione della Nazionale Under 20. Il problema? Malagò non ne aveva parlato con nessuno.
Dal canto loro, Marotta e Percassi vogliono chiudere la partita sulla candidatura di Galliani prima del turno infrasettimanale.
La chiosa:
“Se anche la spuntasse Malagò, avrebbe poi il sostegno delle altre componenti? La risposta, al momento, è no. O meglio: Giancarlo Abete, suo storico rivale, ha convocato per il 28 ottobre una riunione con tutte le componenti. Vuole aggregare un consenso sul candidato alternativo e ha già iniziato a gettare le basi per l’accordo mercoledì. Le leghe (Serie B e C, oltre ai suoi Dilettanti) sono con lui. Restano da convincere i calciatori. Che prima di sbilanciarsi in un senso o nell’altro, aspetteranno di capire chi vincerà la partita in Serie A.”