L’ombra di Conte sui club che hanno “perso di vista la propria storia”: il Manchester United e soprattutto la Juventus
Dopo l'intervista di Conte, i club che hanno "perso di vista la propria storia" hanno un nome: il Manchester United di Carrick e "soprattutto la Juventus". "Sarebbe un premio, più che un girone dantesco".

Dc Napoli 11/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Ieri Antonio Conte ha detto di voler tornare in un club che ha perso di vista la propria storia, magari in Premier, dove “usano i bazooka”. Oggi il Corriere dello Sport, con Andrea Losapio, prova a dare un nome a quei club. In Inghilterra il Manchester United. In Italia “soprattutto la Juventus“.
“Lo spirito di Antonio Conte aleggia. Sulla Serie A e sulla Premier, in una sorta di passo del gambero dovuto a chi eliminerà prima il proprio tecnico”.
Il Manchester United di Carrick
Per il quotidiano la traduzione delle parole di Conte è “abbastanza semplice”:
“In Spagna, Germania o Francia non c’è spazio per Conte, in Inghilterra c’è un club perfetto nella descrizione come il Manchester United, con Carrick che traballa dopo i cinque punti raccolti in cinque partite, meno dieci dal City e sette dall’Arsenal, con la sensazione che possa esserci un altro anno di transizione. Probabilmente è la società top per il suo futuro, dopo gli anni al Tottenham e al Chelsea, considerando poi la tribuna scelta per l’intervista”.
Non è una novità: a Manchester temono da settimane che Carrick faccia la fine di Amorim, con Conte alla finestra.
Conte e la Juventus, “un filo interrotto nel 2014”
Poi c’è l’Italia. Finché resta senza squadra, Conte è un’opzione anche per la Serie A, ma dopo Inter e Napoli le possibilità sono poche:
“Il Milan, anche se Amorim è appena arrivato e difficilmente Cardinale deciderà di eliminarlo, ma anche e soprattutto la Juventus, un filo interrotto nel 2014 dopo i naufragi delle trattative Iturbe e Cuadrado, con la famosa frase dei ristoranti di lusso a dieci euro”.
Il Corriere dello Sport ricorda che i bianconeri non vincono lo scudetto dal 2020 e la Champions dal 1996: “trent’anni, tantissimi”. Sulla panchina della Juve oggi c’è Spalletti, e l’amministratore delegato Carnevali pochi giorni fa ha chiuso la porta a Conte: “Non è mai stato un nostro pensiero”. I tifosi, però, lo vogliono.
“Sarebbe un premio, più che un girone dantesco”
Il quotidiano riprende le frasi di Conte sulla sconfitta, il Mondiale del ’94 e la finale di Euro 2000 (“Non ricordi mai i secondi”), e chiude con un’ipotesi sul no alla Nazionale:
“Chissà se anche per questo ha scelto di declinare cortesemente la Nazionale, con la sensazione di non potere conquistare vittorie e, in più, costretto a rimanere almeno quattro anni. A Manchester, Milano o Torino sarebbe un premio, più che un girone dantesco”.
Del Napoli, intanto, Conte ha parlato così: “Esperienza meravigliosa, ma ho consumato molta energia”.