Conte: “Napoli esperienza meravigliosa, ma ho consumato molta energia”. E smentisce De Laurentiis: “L’Inter ha meritato di vincere”
Conte ripensa ai due anni a Napoli: lo scudetto, la fatica di sfidare Inter, Juve e Milan, la stagione degli infortuni. E non è d'accordo con De Laurentiis: senza infortuni non avrebbe vinto il secondo scudetto.

Dc Napoli 11/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Antonio Conte si è raccontato a The Athletic in un’intervista di James Horncastle a Londra. Ha parlato del Napoli, dello scudetto e della seconda stagione segnata dagli infortuni. Ha parlato della sconfitta, che non dimentica, e del futuro, che potrebbe essere di nuovo in Premier League.
Conte e il Napoli: “Ho consumato molta energia”
Ripensando ai due anni a Napoli, Conte dice:
“È stata un’esperienza meravigliosa. Richiedeva molta energia e non era facile. Dover affrontare Inter, Juve e Milan non è una passeggiata per Napoli, Roma o Lazio. Quindi ho consumato molta energia. Ora sono in una fase in cui mi limito a tenere d’occhio la situazione. Nei periodi di calma, quando non lavoro, la cosa bella è che posso sedermi e guardare le partite, studiare nuovi approcci ed essere ancora più calmo e lucido mentre cerco di adattare gli sviluppi del calcio alle mie idee”.
Nella conferenza d’addio De Laurentiis gli disse che, senza la crisi di infortuni, avrebbe vinto due scudetti di fila. Conte non è d’accordo:
“Non sono d’accordo. L’Inter ha meritato di vincere. Sono una grande squadra e venivano da una finale di Champions League. Si erano anche rinforzati”.
Horncastle ricorda che nella seconda stagione Conte ha sperimentato anche il relazionismo, per non escludere nessuno tra De Bruyne, McTominay, Anguissa e Lobotka, prima che l’emergenza lo costringesse a cambiare. In questi giorni, a Napoli, gli infortuni continuano anche senza di lui. E De Bruyne sembra rinato a 35 anni.
“Non ci si ricorda chi è arrivato secondo”
Il filo dell’intervista è la sconfitta, e la paura di essere dimenticati:
“Sai che ho vinto una medaglia d’argento ai Mondiali? Ricorderai che il Brasile vinse la finale. Non che l’Italia perse ai rigori. Un’Italia con Roby Baggio e Franco Baresi. Se avessimo vinto quella partita, sarei riconosciuto come campione del mondo”.
“Ho vinto molto, ma ho perso molto. Davvero molto. E quando perdi… e questo è qualcosa che voglio che i miei giocatori capiscano bene, perché ci sono passato anch’io… se perdi una finale di Coppa del Mondo o di Champions League e poi vai in vacanza, potresti pensare che ci sarà una prossima volta. Ma non sempre c’è una prossima volta. Questa è l’ultima”.
Lo scudetto e i quattro centrocampisti
The Athletic paragona lo scudetto 2024-25 a quello vinto con il Chelsea: una squadra arrivata a metà classifica trasformata subito in campione, nonostante le partenze di Osimhen e Zielinski e la cessione di Kvaratskhelia al PSG a gennaio. Una squadra che anche gli avversari ricordano bene: per Dumfries è stata la più difficile da affrontare.
Nella seconda stagione, scrive Horncastle, Conte ha sperimentato nuove soluzioni, fino al relazionismo, perché non voleva escludere nessuno tra De Bruyne, McTominay, Anguissa e Lobotka. Poi l’emergenza infortuni lo ha costretto a cambiare e a provare ogni tipo di formazione. Il Napoli ha comunque vinto la Supercoppa ed è arrivato secondo dietro l’Inter. Oggi, con Allegri, De Bruyne sembra rinato a 35 anni.
Esposito e Vergara
Tra gli esordienti in Nazionale di questa sosta ci sono due giocatori lanciati da Conte in Serie A: Sebastiano Esposito e Antonio Vergara. Conte, ricorda The Athletic, ama ricordare di essere stato anche il primo a dare una possibilità a un giovanissimo Pogba. E a Napoli c’è chi lo rimpiange: Elmas ha detto che se fosse rimasto Conte sarebbe ancora lì.