Carnevali chiude la porta a Conte: “Un amico e allenatore top, però non è mai stato un nostro pensiero”
L'ad della Juventus al Festival dello Sport difende Spalletti: "Luciano è capace, insegna. Vorrei farvi venire a vedere un allenamento". Poi l'idea di una Juve più italiana: "di giocatori di alto livello non ce ne sono".

Mg Torino 31/07/2026 - amichevole / Juventus-Nizza / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Giovanni Carnevali
Conte alla Juventus? Non se ne parla. Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale bianconero, lo ha detto al Festival dello Sport di Trento, rispondendo a chi gli chiedeva del “fantasma” che da settimane aleggia sulla panchina di Spalletti.
Carnevali su Conte e Spalletti
“Di allenatori ne ho visti tanti, Luciano è capace, insegna. Abbiamo bisogno di tecnici come lui. Vorrei farvi venire a vedere un allenamento. Ha il suo carattere, ci mancherebbe. Ognuno è diverso dagli altri. Lui ha grande voglia di vincere. Conte è un amico e allenatore top, però non è mai stato un nostro pensiero”.
Parole che arrivano dopo settimane di tensione. A metà settembre Spalletti aveva risposto piccato a una domanda sui tifosi che invocavano Conte: “Diventerò quello che Carnevali vuole”. E secondo Pedullà Conte tornerebbe di corsa alla Juventus.
“Più italianità, ma non è facile”
Carnevali ha parlato anche del progetto di una Juve più italiana:
“La mia idea è quella di creare un po’ più di italianità e portare più giocatori italiani. Non è facile. Sappiamo bene che il mercato internazionale è un mercato ampio. Ci sono anche delle normative, a volte, che ti aiutano di più. Io penso che oggi avere dei giocatori italiani forti, perché siamo la Juve, perché la Juve ha bisogno di giocatori forti, non è così semplice, ma la voglia è quella di inserirli. Mi piacerebbe anche prendere ragazzi giovani, per cui la volontà è quella di inserire ragazzi che hanno delle prospettive”.
“Noi non pensiamo che abbiamo ancora la Next Gen, per cui un settore giovanile con dei ragazzi interessanti e magari portarli con noi oppure gli si fa fare anche un percorso con altri club. Però si sanno benissimo le difficoltà, basta pensare oggi la Nazionale italiana quanti problemi ha, per cui vuol dire che di giocatori di alto livello non ce ne sono. Bisogna fare attenzione a non prendere giocatori di basso livello stranieri, perché quello è un errore, ma credo che sia importante andare a puntare sugli italiani, senz’altro. Io parto già da un’idea: che la Juve è già una squadra competitiva”.
“Non siamo competitivi col mercato della Champions”
Su Alajbegovic:
“Lo abbiamo pagato il giusto, credo di sì. Dobbiamo puntare su questi giocatori, difficile puntare a un top e spendere determinate cifre. Dobbiamo pensare anche a qualcuno che possa essere rivenduto a 70-80 milioni. Abbiamo rischiato di perderlo, il Chelsea aveva fatto un’offerta superiore. Non siamo competitivi col mercato della Champions, avremmo fatto la stessa fine dell’Inter con Palestra”.
E sul prossimo mercato estivo:
“Una cessione illustre a luglio? Vogliamo una squadra competitiva, sappiamo che abbiamo limiti che dobbiamo rispettare. Vediamo come si evolverà il mercato. Abbiamo ragazzi dati in prestito con possibilità di riscatto da parte dei club. Magari può bastare quello. Per adesso siamo concentrati a fare risultati”.
I “limiti da rispettare” sono quelli di un bilancio pesante: la Juventus chiuderà quest’anno con un rosso tra 58 e 63 milioni. Intanto in casa bianconera si guarda anche al Napoli: la Juve sogna Lobotka a parametro zero, anche se un italiano non è.