Cardinale innamorato dell’Amorim Ball: “È il mio Top Gun”. E lancia frecciate su frecciate ad Allegri

Alla Gazzetta: "Amorim è una mia scelta, spenderò ancora per lui. Sa lavorare con il gruppo, lui. Sta gestendo i ragazzi. Non penso che questo succedesse prima"

Cardinale innamorato dell’Amorim Ball: “È il mio Top Gun”. E lancia frecciate su frecciate ad Allegri

Db Torino 23/08/2026 - campionato di calcio serie A / Torino-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gerry Cardinale-Ruben Amorim

Cardinale è americano, e quindi i suoi riferimenti sono pop, e ben oltre la solita retorica del calcio italiano. Quindi il numero uno di Red Bird non si fa problemi a parlare di “Amorim Ball”, “il mio Top Gun”. Non importa che il Milan sul quale ha investito, al mercato di quest’estate, 117 milioni di euro, vada a fasi alterne (eufemismo). E che Amorim non riesca letteralmente a far giocare il suo costosissimo nuovo centravanti. Ha appena preso 4 palloni dal Bologna a San Siro, e ora gli tocca il derby. In queste settimane lo hanno dato più volte per “deluso“, per “furioso”. Si sbagliavano.

Non bastano i 120 milioni di quest’estate

“Io non sono mai contento – dice alla Gazzetta – Mi spiego meglio: sono contento quando vinciamo una partita, ma questo non significa niente. Chiedetemi se sono contento quando alzerò un trofeo o vinceremo uno scudetto. Allora vi dirò che sono davvero contento. Adesso abbiamo ancora molto lavoro da fare e in più ultimamente ci sono stati gli infortuni che mi hanno fatto agitare. Quindi adesso sono agitato e costantemente concentrato su dove possiamo migliorare. Ho un lavoro da fare e non mi fermerò finché non avremo ottenuto quello che vogliamo. Chiunque mi conosca e abbia lavorato con me, sa che sono sempre insoddisfatto finché non arrivo all’obiettivo”.

“Dobbiamo continuare a migliorare la rosa perché in estate non sono riuscito a fare tutto quello che volevo. Stiamo ricostruendo la squadra e, anche se mi piacciono i nuovi arrivati, quelli che sono rimasti e… i nomi di cui mi sono liberato, probabilmente ci vorranno un altro paio di sessioni di mercato per completare tutto. Siamo arrivati soltanto a un quarto del percorso e la priorità è costruire una squadra che abbia la capacità di affrontare gli infortuni. Se partecipi alle coppe europee e giochi… l’Amorim Ball, ovvero un calcio ad altissimo ritmo, con transizioni rapide, in cui tutti corrono tra i 9 e gli 11 chilometri a partita, hai l’obbligo di ruotarli. Per questo a gennaio sul mercato continueremo a essere aggressivi, opportunisti e continuerò a rinforzare la nostra panchina. Il mio stile è quello di muovermi con decisione e rapidamente. Per me conta ottenere ciò che vogliamo, giocatori… da Milan. Non sperpererò denaro, ma quando mi metto in testa di prendere un calciatore, faccio tutto ciò che posso per riuscirci”.

Amorim

Amorim dunque se lo merita: “Sì e ho piena fiducia in lui. Nel finale di Top Gun, il “mio” film, c’è una grande battuta: “Non abbandono la mia spalla” dice Tom Cruise. E io non abbandono Ruben. Non è assolutamente in pericolo. Resterò al suo fianco (lo ripete due volte, con forza, ndr). Non commetterò gli errori commessi negli ultimi anni. È il mio tecnico e continueremo a lavorare insieme finché non riusciremo a fare il salto di qualità. Non puoi vincere se passi continuamente da un allenatore all’altro. Amorim l’ho scelto io. Se avessi commesso un errore, lo ammetterei, ma non penso di averlo commesso”. 

Amorim sì che ci sa fare, mica come Allegri

Poi lancia una stoccata ad Allegri, la nota anche la Gazzetta dello Sport:  “Nei giorni prima di ogni partita lo chiamo e gli chiedo: “Come posso aiutarti? Di cosa hai bisogno?” e lui mi rassicura dicendomi: “Ci penso io, ci penso io”. Sa che ci sono, ma sa anche fare il suo lavoro. Non ha bisogno che io gli stia con il fiato sul collo: ha tutto sotto controllo ed è un vero professionista che fa crescere le persone. Sta gestendo i ragazzi e sta allenando bene il gruppo. Non penso che questo succedesse prima (stoccata ad Allegri, senza nominarlo, ndr).

Per Cardinale lo scudetto del Milan “è assolutamente possibile, al cento per cento. E lo dico senza voler essere arrogante. Mi sveglio ogni mattina sperando in un piccolo spiraglio, ovvero che l’Inter cominci a pareggiare invece di vincere e che noi cominciamo a mettere insieme una serie di successi. Sono agitato per i quattro anni che ho perso. Voglio creare un’organizzazione calcistica di livello mondiale, con le persone giuste. Ho la sensazione che ancora il Milan non stia funzionando a pieno regime. Il mio desiderio è ottenere un cambiamento molto rapido, ma so che questo non è compatibile con il calcio. “Dovrai essere paziente” mi dicono. Io però… non lo sono. E così la scorsa estate ho preso Moreira, dopo Ramos e Gila. Sono operazioni che ho fatto io, con gli altri proprietari, e le difendo”.