Beukema e Rrahmani avranno capito che c’è Orsato e che le sceneggiate sono inutili?
Rrahmani contro l'Inter e ieri Beukema contro la Roma. Due ingenuità costate carissimo. L'avranno capito o ci vorrà un corso di formazione?

Ni Napoli 14/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Lecce / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Sam Beukema-Lameck Banda
Si potrebbe forse scomodare la genetica? Richiamare il Dna? Generalizzare e dire che il calciatore è truffaldino e simulatore di natura? Oppure potremmo spezzare una lancia a loro favore e parlare di un’estrema fedeltà alla causa Napoli, tanto da mettere in campo scelte che, oltre a essere indegne, ci sono costate pure caro?
C’era dunque una finalità positiva? Come possiamo spiegare i gesti di Rrahmani prima e Beukema poi? Cos’è stato? Furbizia, ingenuità o semplice idiozia? E chi lo sa.
Sta di fatto che, visto che è palese che nessuno l’abbia ancora fatto, bisognerebbe che qualcuno si sedesse accanto a loro e spiegasse che da due mesi la musica è cambiata, dall’avvento di Daniele Orsato di Schio per la precisione. Tali scelleratezze ci sono costate praticamente sei punti.
Rrahmani-Beukema, il teatro ci costa carissimo

Le dinamiche sono così simili da fare impressione. 5 settembre, San Siro: il Napoli va in vantaggio contro l’Inter, campione d’Italia, si fa rimontare e bla bla bla. Lo sappiamo, lo ricordiamo bene. Ma il gol del 2-2 segnato da Thuram? Ricordate il k.o. di Rrahmani, che va a contrasto aereo con Lautaro, cade a terra dolorante e si tocca il viso, quasi come se avesse preso un pugno da Sonny Liston?
Magari l’anno scorso avrebbe funzionato, eh, ma non quest’anno. Il gioco prosegue, c’è il cross, il francese svetta e fa 2-2. E la beffa? Mentre Rrahmani è a terra, i replay mostrano il difensore allontanare le mani dal viso per vedere dove sta finendo il pallone. Una volta in rete, rieccolo con le mani sul volto a fingere un dolore lancinante. Ma rimanere in piedi e non perdere la posizione era così difficile? Ok, prendere gol, ma così no. Così è un attentato al fegato dei tifosi del Napoli.
Uno potrebbe dire: bene, la cazzata è fatta, non ha dato i suoi frutti, che sia d’esempio. Evidentemente Beukema doveva essere ben distratto in quel momento, perché ieri, nel momento clou della partita, dopo un 3-2 dovuto alla grazia presente nei piedi di McTominay, bisognava difendere con le unghie e con i denti. E invece cosa fa? Pensa bene di rotolarsi a terra a seguito dell’assoluto nulla ricevuto da Balerdi. Balerdi che, ovviamente, approfittando dell’assenza del difensore, svetterà indisturbato per fare il 3-3. Più karma di così.
Ma c’era davvero bisogno di sporcarsi nome e reputazione per ricevere in cambio il nulla assoluto? Non è più quel calcio.
La Serie A è cambiata

È stata dettata una linea e l’alternativa è seguirla o sbandare. Bere o affogare. Cosa abbiamo deciso di fare? Ormai certi contatti non li fischiano più, le rimesse hanno un tempo per essere battute e la sceneggiata non è più tollerata. Sono bastati due gol e sei punti buttati via per capirlo o dobbiamo assistere ad altre genialate da parte di alcuni dei nostri prodi?
La Serie A sembra aver preso la strada della fluidità e cercare l’inganno ormai va solo a completo detrimento della propria squadra. Cosa c’è bisogno per comprenderlo? Di un aggiornamento professionale o di un corso di formazione? Certo, il calciatore medio non è proprio sveglissimo, ma non crediamo ci vogliano capacità così fini per comprendere ciò che ti accade intorno da mesi. Speriamo basti.