A Monza il Napoli ha preso gol da Varela a difesa schierata e otto giocatori in area
Repubblica: Allegri non è ancora riuscito a dare solidità al suo reparto arretrato e paga anche il momento di scarsa vena di Rrahmani, al di là dello stop di Badiashile. Bene Marianucci a Monza

Db Dimaro (Trento) 26/07/2026 - amichevole / Napoli-Carrarese / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Amir Rrahmani
Il nodo è la difesa del Napoli, la fase difensiva del Napoli.
C’è esaltazione mediatica per gli undici gol segnati dal Napoli in tre partite, come se fosse un evento straordinario per una squadra di Allegri (e non è così). Il vero punto resta l’irriconoscibilità della fase difensiva del Napoli. C’è poco da fare. Il livornese deve trovare il bandolo difensivo della matassa, altrimenti saranno sempre guai. Anche perché, con tutto il rispetto, non è che Hojlund, Lang, Politano, lo stesso McTominay possano essere paragonati a Benzema, Vinicius, Rodrygo. Non è detto che il Napoli segni sempre tre quattro gol a partita.
Repubblica Napoli con Marco Azzi si sofferma sul gol incassato a Monza. Il gol del momentaneo 1-1 segnato da Varela il ventenne che la società brianzola ha pagato appena due milioni e mezzo e adesso ne vale già trenta e già a gennaio potrebbe tornare in Portogallo, al Benfica.

Allegri non è ancora riuscito a dare solidità al suo reparto arretrato
Ma torniamo al gol incassato. Scrive Repubblica con Marco Azzi:
“Dalla cintola in giù invece la squadra continua a essere vulnerabile e non solo per mancanza di equilibrio. L’ultima rete di Varela è stata infatti subita con tutta la difesa schierata e ben 8 giocatori in area a protezione di Milinkovic-Savic, disposti però molto male”.
E ancora:
“Max non è ancora riuscito a dare solidità al suo reparto arretrato e paga dazio anche al momento di scarsa vena di Rrahmani, al di là dello stop di Badiashile. In Lombardia si è messo in evidenza il giovane Marianucci e le sue parole a fine gara vanno al cuore del problema. “Dobbiamo ritrovare
il gusto di tenere la nostra porta imbattuta”. C’era una volta la resilienza della gestione di Conte”.