“We’re back, baby”: l’Arsenal arriva a Napoli in un momento di forma eccezionale

Il Guardian: "L'Arsenal visto nella prima mezzora contro il Chelsea è di livello superiore, e riabilita anche tutta la Premier"

“We’re back, baby”: l’Arsenal arriva a Napoli in un momento di forma eccezionale

Arsenal fans sing ahead of the English Premier League football match between Arsenal and Everton at the Emirates Stadium in London on March 14, 2026. Ben STANSALL / AFP

“We’re back, baby. So, so back”. Siamo tornati, baby. Ma proprio tornati tornati, scrive Barney Ronay sul Guardian. Mentre il Napoli non si ritrova (o si ritrova più logoro di quel che credeva)  i nostri primi avversari di Champions si godono un’estasi di forma: l’Arsenal ha battuto il Chelsea e la stampa inglese tutta celebra lo stato di forma dei Gunners e anche la bellezza ritrovata d’un certo calcio inglese, quasi “come ai tempi d’oro dei primi anni 2000”.

L’Arsenal ha fatto 10 tiri in porta nella prima mezzora “e ha giocato un calcio offensivo, travolgente e fisicamente estenuante. La partita si è stabilizzata dopo il gol del pareggio. Nel secondo tempo è diventata semplicemente avvincente e a tratti frammentata, interrotta da sostituzioni e pause, che è la dinamica attuale. I secondi tempi: questo è un problema. Ma l’Arsenal non ha mai dato l’impressione di poter perdere il vantaggio di 2-1″.

Allegri

L’Arsenal riaccende la bella Premier

E questa in estrema sintesi è stata la partita. Che serve poi all’editorialista del Guardian per parlare dell’Arsenal ma della Premier tutta. Dopo l’anno scorso in cui si vedevano troppe “partite che sembravano di guardare qualcuno che lavora a maglia una sciarpa. Squadre con un’organizzazione difensiva di altissimo livello, l’esperienza era simile a guardare una di quelle pattuglie acrobatiche in moto della polizia che disegnano una piramide umana, mentre un gruppo di uomini con i computer portatili studia freneticamente i dati. Tutto molto ordinato e disciplinato. Manca solo di colore e grinta. E, cosa ancora più importante, mancano le marce più alte che ti permetterebbero di tenere testa al Paris Saint-Germain o di spazzare via, anziché soffocare lentamente, un avversario”.

Ecco, l’Arsenal che il Napoli si trova ad affrontare un momento un po’ così, pare rompere gli indugi. L’ultima domanda che si pone Ronay è: “perché l’Arsenal non gioca sempre così? Perché smettere con questa grinta e queste incursioni offensive? La risposta è che non si può. È fisicamente molto difficile. Non è un videogioco. Sono esseri umani, con 90 minuti da giocare. La vera domanda è: si può ritrovare quel ritmo, sfruttare quei 30 minuti e conservarli, tenerli pronti nel proprio repertorio? Se sì, e a giudicare da quanto visto finora, potremmo davvero avere tra le mani un Arsenal di livello superiore”. Ecco, che Arsenal arriva a Napoli.