Spalletti: “Gli infortuni non siano un alibi. Gatti è un giocatore top”

In conferenza: "Il 4-3-3? Siamo liberi di esplorare, nel mondo come nel calcio. Douglas Luiz è una certezza, non una scommessa. Da ora in poi di infortunati non parlo più."

Spalletti: “Gli infortuni non siano un alibi. Gatti è un giocatore top”

As Frosinone 23/08/2026 - campionato di calcio serie A / Frosinone-Juventus / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti

Intervenuto in conferenza stampa, Luciano Spalletti ha così presentato il match contro il Sassuolo.

Le parole di Spalletti

Come sta la squadra?

“Comincio dicendo che ci dispiace per quanto accaduto a Locatelli, ma questa assenza distribuisce responsabilità a tutti. Lui è uno che la maglia non se la toglie neanche dopo la doccia, sappiamo quanto ci tiene e il suo valore. La responsabilità degli altri l’ho già vista in questi allenamenti: ho visto una squadra vogliosa, pronta a lottare contro qualsiasi situazione avversa. Kolo Muani è appena venuto al campo, poteva arrivare all’ora di cena, ha scelto di venire prima per vivere l’ambiente, per stare coi suoi compagni”.

Ma col Milan ha giocato 4-3-3 con Nico mezzala? E senza Locatelli cambierà qualcosa in mezzo?

L’ho detto tante volte, lo schieramento iniziale non è fisso, i giocatori non sono statici. Siamo passati da tanti sistemi, come è normale. Ce n’è uno in fase offensiva e uno in fase difensiva. Siamo liberi di esplorare, nel mondo come una partita di calcio. Non è più come un tempo, col sistema posizionale dove si riconoscevano bene le geometrie, ora c’è più libertà. Si cerca di non dare riferimento agli avversari, proprio per portarli fuori dalle loro zone di campo. Senza Locatelli? No, non cambia niente. Possiamo fare qualsiasi sistema, la rosa ce lo permette”.

Koopmeiners avrà più responsabilità? Può fargli bene ed è più spensierato?

“Sì, è già un po’ diverso. Questa situazione arriva da tutto un periodo fatto insieme, dalla sua volontà di rimanere alla Juve in fase di mercato. Tutto di questo ci ha fatto piacere. Poi chiaro, il minutaggio è sempre essenziale per i calciatori. Lo vedo libero, più sciolto, cercheremo di dargli il ruolo dove si sente più a suo agio, anche se è uno capace di fare più cose, dal sotto punta all’Atalanta a braccino di difesa, come ha fatto con me. Penso che la situazione ottimale sia lo sdoppiarsi tra mediano e mezzala, pur sempre con libertà di movimento”.

Douglas Luiz può essere una sua scommessa vinta?

“No, lui è una certezza, non una scommessa. L’ha già fatto vedere di essere forte, forse aveva solo bisogno di sentire fiducia nelle sue qualità. Quando è arrivato teneva un po’ troppo la palla, ora ha capito che più la muove, più tocca palloni. Il suo recinto è davanti alla difesa, se va troppo in giro poi da quella zona ci passano quattro o cinque palloni. Se va vicino alla bandierina a fare un sovraccarico di zona, ad esempio, poi deve tornare di corsa, non ci sono pulmini che ti riportano indietro… In quei momenti perde di vista alcune situazioni di gioco. Per il resto sa giocare benissimo in lungo e nel corto, come stazza regge i contrasti. Sono qualità sue, io non ho contribuito a nulla”.

Su Woltemade e gli infortuni

Woltemade

Qualcuno recupera? Su Aquilani: aveva la percezione potesse fare questo lavoro?

“Certo, aveva lo zaino già pieno di qualità. Con le sue giocate da calciatore suggeriva delle cose a tutta la squadra. Quelle giocate ora le vedo chiare nelle squadre che ora allena. Gli faccio i complimenti. Recuperi? McKennie e Cambiaso è difficile recuperino, domattina facciamo un provino per Cambiaso. Per McKennie passiamo a quella di giovedì, non vogliamo rischiare. Sarr sarà invece a disposizione. Ma noi abbiamo una rosa costruita con due giocatori forti per ogni ruolo. Ogni volta ne scelgo undici forti, ma so anche di lasciarne undici forti in panchina. Se perdo un titolare guadagno un altro protagonista. È il punto di vista: non diciamo ‘manca qualcuno’, ma diciamo ‘c’è qualcuno di pronto'”.

Quali sono le sue prime impressioni su Sarr? E il giovane Owusu farà parte del gruppo squadra?

“Sarr crea curiosità, è un calciatore completo, ha corsa profonda e una resistenza profonda. È un calciatore forte e ce lo farà vedere già da domani, se ne avremo bisogno. Owusu è un giovane di belle speranze, deve ancora fare piccole conoscenze, ma dal punto di vista fisico è ottimo, se ci vai contro è difficile resistere all’impatto. Deve solo anticipare alcune cose”.

Woltemade dal 1′ è possibile?

“È una cosa che valuteremo. L’inserimento c’è già stato, si è fatto apprezzare da tutti fin dal primo allenamento. Sa stare in campo, sa ricoprire più ruoli. Sicuramente sarà della partita, o prima o dopo”.

Gli infortuni sono solo sfortuna o state pagando il tema calendario e le poche soste?

“Sono tutte cose che sappiamo già… È sempre la cultura dell’alibi che ti porta a pensare in quella maniera. Io penso che dobbiamo vincere le partite, imporci in campo, fare partite da Juve, alzare il nostro livello. Se iniziamo a pensare che siamo limitati da un episodio… non va bene. Anzi, facciamo così: ora di infortunati non ne parlo più. Noi dobbiamo andare oltre a tutto”.

“Brucia non essere in Champions”

Luciano Spalletti allenatore della Juventus

Quali sono le insidie del Sassuolo?

È una squadra che si è contraddistinta negli anni per qualità di gioco. Faccio un complimento anche alla società, sempre molto seria, ha sempre creato una ambiente equilibrato. Hanno giocatori forti, e penso molto sia dipeso dalla presenza di Carnevali. Se potessi lo farei giocare domani… sicuramente avrebbe fatto il gol dell’ex. Domani non dobbiamo essere una sola versione di noi stessi, ma più di una”.

A livello mentale cosa ha risvegliato in Gatti il gol col Milan?

Gatti è un calciatore che ha caratteristiche ben precise, anche in funzione di far gol sui calci piazzati. Ha rimesso a posto alcune cose, come la caviglia dopo l’infortunio col tifoso. Come tutti gli altri avrà a disposizione minuti per far vedere il suo valore. In pochi minuti riesce a ritagliarsi giocate da calciatore top, quale è”.

Quanto fa male vedere la Champions sapendo di non esserci?

Brucia tantissimo. Sappiamo che ci dobbiamo convivere, ma sarà uno stimolo in più. È il dolore che crea responsabilità maggiore e la voglia di tornarci”.