Se salta Malagò, salta anche l’accordo con uno sponsor energetico molto importante

La Gazzetta: l'Italia deve stare attenta a salvaguardare l'autonomia dello sport, sennò rischia anche gli Europei 2032. Il caso del tesseramento di Miele (di cui si sa pochissimo)

Se salta Malagò, salta anche l’accordo con uno sponsor energetico molto importante

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’

La battaglia di posizione è cominciata da un pezzo. Da un lato Governo e Coni che vanno avanti per la loro strada, quella di commissariare la Federcalcio e quindi mandare a casa Malagò. Dall’altra la difesa dell’ex presidente del Coni che venderà cara la pelle.

Il nodo è che al momento dell’elezione Malagò non era tesserato. Non era tesserato nemmeno il rivale Abete. Lo era invece Renato Miele – dirigente ex calciatore, nome senza alcuna chance di vincere che è diventato il cavallo di Troia del governo e del Coni. Si sa molto poco di lui. Nessun giornale fin qui ha indagato.

Di Renato Miele si sa molto poco

La Gazzetta però scrive che anche il tesseramento di Miele è diciamo originale. Formalmente ineccepibile. Dirigente della romana Vigor Mellis dal 16 aprile 2026. Il suo viene definito “un tesseramento ad hoc, visto che non frequentava più la squadra (da lui fondata peraltro) dal 2012”. 

Aggiunge la Gazzetta con Elisabetta Esposito

“anche per evitare casi del genere la Figc pretende che i candidati alla presidenza siano appoggiati formalmente da una delle componenti. Questo se si vuole parlare di sostanza senza aggrapparsi a vizi di forma”.

Buonfiglio Della Nazionale non frega niente a nessuno

Al momento quel che manca, e a questo possono appigliarsi Coni e governo, è

“un verbale che motivi a livello interpretativo le ammissioni di Malagò e di Abete stesso (da Statuto il presidente di una componente è equiparato a dirigente federale, ma il tesseramento – se si vuole ragionare per cavilli – è un’altra cosa), ma può essere questa la «grave violazione degli organi direttivi» che fa scattare il commissariamento?” 

Malagò e il pericolo di perdere Euro 2032

C’è poi il pericolo che lo sport perda la propria autonomia. Principio sacro e inviolabile che l’Italia deve tenere a mente anche in vista dell’organizzazione di Euro 2032.

Aggiunge la Gazzetta:

“Vogliamo parlare degli accordi commerciali che salterebbero? Ce n’è uno, tra gli altri, che potrebbe essere in dirittura d’arrivo con un nome molto importante del settore energetico e che darebbe a una Federazione economicamente in dichiarata crisi un enorme aiuto. Ma tutto dipende dal destino di Malagò”.