Rui Pinto, l’hacker che ha smascherato il City: vive sotto scorta e sa che vogliono farlo tacere per sempre
Il Telegraph: "Pinto ha raccontato di aver consegnato altre cinque unità disco agli investigatori in Francia e Germania e ha sostenuto che ci fosse altro sul City". Il suo legale: "Il calcio dovrebbe essergli grato"

This handout picture provided by the UAE Presidential Court shows Khaldoon Khalifa al-Mubarak, Managing Director Group CEO of Mubadala Investment Company (R) and English football club Manchester City FC's Spanish manager Pep Guardiola (L) walking while holding the English Premier League trophy during an event celebrating their fourth consecutive Premier League title at Qasr al-Watan in Abu Dhabi on June 13, 2024. (Photo by Mohamed AL-HAMMADI / UAE PRESIDENTIAL COURT / AFP)
Come un’onda che travolge tutto ciò che si trova davanti, le accuse che hanno colpito il City hanno scoperchiato un enorme vaso di Pandora che potrebbe coinvolgere anche altri giganti europei. Non si abbia la presunzione di credere che i Citizens siano gli unici con le mani nel vasetto della marmellata. Semplicemente, loro sono stati beccati (sono l’Armstrong del calcio). Ma, tornando alle origini, come sono emersi tali abissali segreti? Beh, grazie a un hacker autodidatta originario di Porto, definito un genio dell’informatica, noto come Rui Pinto. Il Telegraph traccia il suo profilo.
Rui Pinto, l’uomo che mostrò il voto del City

Si legge sul Telegraph:
“Era il settembre del 2015 quando un sito chiamato Football Leaks sconvolse il mondo dello sport, dando il via a una catena di eventi che ha portato alla condanna del Manchester City per 114 violazioni delle regole finanziarie della Premier League.
Con lo pseudonimo di «John», vennero pubblicati misteriosamente milioni di documenti che gettarono una luce senza precedenti sulle attività degli uomini che gestiscono il denaro nel calcio. C’erano i dettagli dei contratti di Lionel Messi e Neymar, i piani per una Super League europea, casi di presunta evasione fiscale, rivelazioni sulla proprietà di terze parti e persino il curioso e fino ad allora tenuto nascosto dettaglio che Gareth Bale fosse costato più di Cristiano Ronaldo.”
Tale fuga di notizie riguardava documenti ottenuti da Doyen Sports, un fondo d’investimento estremamente influente con sede a Malta. Due mesi prima del novembre 2018, quando Der Spiegel pubblicò le accuse sul City, “John” era già stato identificato come Rui Pinto, un genio dell’informatica originario di Porto. Pinto avrebbe riferito di essere in possesso di un enorme archivio di documenti relativi agli affari del City.
Il whistleblower

Pinto viveva in Ungheria, ma nel 2019 fu estradato per affrontare quasi 150 capi d’accusa, tra cui frode informatica ed estorsione, dopo che la Doyen aveva affermato che Football Leaks le aveva chiesto tra i 500 mila e il milione di euro per interrompere la pubblicazione dei documenti. Pinto si è definito un whistleblower, volonteroso di esporre i mali del calcio.
Nonostante gli striscioni a suo sostegno e la paura di Pinto di voler essere messo a tacere, il tentativo di estorsione fu chiaramente accertato. Nel settembre 2023, Pinto ricevette una condanna a quattro anni con pena sospesa e da allora vive sotto scorta.
“Pinto è intervenuto nel giugno 2024 a una conferenza a Marbella. Ha raccontato di aver consegnato altre cinque unità disco agli investigatori in Francia e Germania e ha sostenuto che ci fosse altro sul City
“Abbiamo un enorme archivio di documenti legati al Manchester City che non è ancora stato pubblicato», ha dichiarato il suo rappresentante legale. “I file saranno pubblicati prima o poi, non possiamo dire quando, ma lo faremo.”
Altri club coinvolti
Infine, il legale di Pinto, in un’intervista alla Bbc del settembre 2024, dichiarò:
“Il calcio dovrebbe essergli grato. Le amministrazioni fiscali dovrebbero essergli grate. Spero che un giorno qualcuno stringa la mano a Pinto e gli dica: “Grazie a te, hai fatto un lavoro straordinario e meriterai una ricompensa per quello che hai fatto”
In modo intrigante, Bourdon ha aggiunto di aver recentemente consegnato dei documenti “che potrebbero portare all’apertura di una gigantesca nuova indagine penale contro i più importanti club calcistici europei, compresi alcuni in Inghilterra.”
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