Restyling Maradona, la copertura sale a 200 milioni: tribune più vicine al campo per Euro 2032
Il Comune di Napoli accelera sullo stadio. Con i nuovi 50 milioni stanziati dalla Giunta, la dotazione complessiva per rimettere a nuovo il Maradona arriva a 200 milioni. E tra gli interventi previsti c'è anche l'avvicinamento delle tribune al terreno di gioco, uno dei sogni dei tifosi.

Il restyling Maradona ha finalmente la copertura finanziaria completa. Come si legge nella delibera approvata dalla Giunta comunale su proposta del sindaco Gaetano Manfredi, e come riporta anche il Corriere dello Sport, il Comune di Napoli ha messo sul piatto 50 milioni di risorse proprie: si aggiungono ai 150 milioni già garantiti dalla Regione Campania tramite i fondi Cipess, portando il totale a 200 milioni di euro.
Restyling Maradona: cosa prevede il progetto
Il nuovo stanziamento rafforza il piano con cui il Comune punta ad adeguare lo stadio di Fuorigrotta agli standard richiesti dalla Uefa in vista degli Europei 2032. Il progetto è ormai entrato nella fase operativa e prevede una serie di interventi per modernizzare l’impianto e renderlo conforme ai requisiti internazionali. La novità che scalda i tifosi è una in particolare: tra le ipotesi c’è l’avvicinamento delle tribune al terreno di gioco, oltre a interventi su accessibilità e servizi. L’obiettivo, secondo il progetto del Comune, è completare il restyling entro il 2030, un anno buono prima dell’Europeo.
Non è una notizia isolata, ma l’ultimo tassello di un percorso che seguiamo passo passo: prima il finanziamento da 150 milioni della Regione, poi l’autorizzazione dei 50 milioni del Comune. Adesso il quadro economico è completo.
Il dossier alla Figc e la corsa a una delle cinque sedi
La candidatura di Napoli entra ora nella fase decisiva. Il dossier del Maradona è al vaglio della Figc, insieme a quelli delle altre città: complessivamente sono 13 le realtà coinvolte, per 16 stadi candidati. La Federazione sta verificando i requisiti per individuare gli impianti da trasmettere alla Uefa, che a sua volta effettuerà le proprie verifiche. Solo alla fine la Figc sceglierà le cinque sedi italiane dell’Europeo, organizzato insieme alla Turchia.
È qui che i 200 milioni fanno la differenza. Perché per il Napoli, come abbiamo raccontato, la strada verso il 2032 passa dal Maradona ristrutturato e non dal nuovo stadio di De Laurentiis, rimasto fuori dai giochi perché senza passi avanti concreti. E mentre altrove le cose si complicano, con Napoli che a lungo è sembrata in ritardo rispetto a chi, come la Roma, ha già trovato l’accordo per il proprio stadio, adesso la città prova a recuperare terreno con i fatti: 200 milioni, un progetto in fase operativa e una candidatura che, sul piano finanziario, non ha più alibi.