Quindi c’era un piano per sottrarre la Lazio a Lotito? (Ma va, noi pensavamo a una protesta spontanea)
Ipotesi dela Procura di Roma che indaga Bisignani più capo e ad della Banca del Fucino. Avrebbero lavorato al disegno per destabilizzare Lotito e spingerlo a vendere la Lazio. Una campagna di informazione per orientare la piazza. Tutto nasce da una denuncia di Lotito

As Roma 23/05/2026 - campionato di calcio serie A / Lazio-Pisa / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Claudio Lotito
L’accusa della Procura di Roma
E quindi c’era un disegno per far fuori Lotito dalla Lazio? Ma dai. Ma non ci possoooo credere. Noi avevamo abboccato alla protesta spontanea del popolo laziale che non ne può più dell’uomo che durante la sua presidenza ha vinto in Italia più della Roma (che nel frattempo ha alzato la Conference grazie a Mourinho).
È l’ipotesi della Procura di Roma. I magistrati ipotizzano “disegno più ampio e unitario”, scrive il Fatto quotidiano.
Disegno ampio e unitario per far fuori Lotito. Tutto nasce dalla sua denuncia.
Tra gli indagati ci sono Luigi Bisignani uomo molto addentro ad affari italiani di vario genere. Per Wikipedia è definito “manager del potere nascosto”. Oltre a Bisignani indagati anche Francesco Maiolini e Mauro Masi rispettivamente amministratore delegato e numero uno della Banca del Fucino.

Per i magistrati, “l’obiettivo sarebbe stato di diffondere notizie false capaci di provocare una riduzione del prezzo delle azioni della società quotata e, contemporaneamente, orientare la protesta della tifoseria per indurre l’azionista di maggioranza, Lotito, a cedere il controllo del club”.
Davvero sorprendente.
Nel decreto di perquisizione della Procura di Roma – prosegue il Fatto –
sarebbe emerso che “l’attività (o alcune delle attività di denigrazione e di diffusione attraverso social network)” sarebbe stata “in tutto o in parte finanziata da Maiolini”. Pochi giorni, sono comparsi sul quotidiano Il Tempo articoli che “seguivano il medesimo filone” delle pubblicazioni precedentemente apparse su canali di minore rilievo.
Campagna di stampa per orientare la piazza
Sul Tempo gli articoli erano firmati proprio da Bisignani. In uno degli articoli – scrivono i pm nel decreto – veniva riportata la “falsa notizia” di una fantomatica offerta di JP Morgan da 450 milioni di euro per l’acquisto della Lazio. Subito dopo, a Lotito veniva suggerito di avvalersi di alcune figure della finanza, tra le quali proprio “Masi e Maiolini della Banca del Fucino”, indicate come possibili riferimenti per avviare un nuovo corso nella gestione del club.
Bisignani, Maiolini e Masi hanno partecipato alle manifestazioni dei tifosi contro la gestione Lotito (e questo è legittimo, non c’è nulla di losco).
Vengono però segnalati contatti tra Masi e Bisignani e soprattutto telefonate e “insistiti tentativi di chiamata” tra Maiolini e Bisignani in corrispondenza della preparazione e della pubblicazione degli articoli sul Tempo: il 31 maggio, il primo giugno e l’11 giugno 2026.

Risulta coindagati anche Stefano Greco definito legato alla testata online Millenovecento (che si occupa di Lazio).
Insomma gli inquirenti indagano sulla possibile “regia unitaria” della campagna.
Il presidente della Banca Del Fucino Mauro Masi respinge tutte le accuse:
“Sono basito per le accuse che mi vengono rivolte da una denuncia di Claudio Lotito. Accuse completamente e totalmente false. La mia sola colpa è quella di essere, come tantissimi a Roma e in Italia, tifoso della Lazio. Ho la più totale fiducia nella magistratura e per questo ho già dato mandato al mio avvocato di presentare denuncia per calunnia”.