Lite fuori dallo stadio dopo Roma-Atalanta: il caso Percassi-D’Amico ora è un caso per la giustizia sportiva
Confronto durissimo nel parcheggio della Monte Mario tra l'ad nerazzurro e il ds giallorosso, ex Bergamo. Roma e Atalanta ai ferri corti, la Procura federale valuta.

Luca Percassi of Atalanta BC is present before the UEFA Champions League 2025/2026 Knockout Play-off Second Leg between Atalanta BC and Borussia Dortmund in Bergamo, Italy, on February 25, 2026, at Gewiss Stadium (Photo by Tiziano Ballabio/NurPhoto). (Photo by Tiziano Ballabio / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Il caso Percassi D’Amico è il vero strascico di Roma-Atalanta. Al termine della sfida della terza giornata, fuori dallo stadio, sarebbe andato in scena un acceso confronto tra Luca Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, e Tony D’Amico, direttore sportivo della Roma ed ex dirigente proprio del club bergamasco. Un episodio che, dalle indiscrezioni, rischia di avere conseguenze anche sul piano della giustizia sportiva.
Percassi-D’Amico: cosa sarebbe successo nel parcheggio
A ricostruire l’accaduto è il Corriere dello Sport: la tensione sarebbe esplosa mentre le delegazioni lasciavano l’impianto, con le squadre dirette ai pullman e i dirigenti verso le auto. In quel momento Percassi avrebbe raggiunto D’Amico dando vita a un botta e risposta dai toni particolarmente duri. Alcuni presenti parlano addirittura di un “inseguimento” fino alla zona del parcheggio nei pressi dell’ingresso della tribuna Monte Mario, con l’intervento di steward e servizio di sicurezza per evitare che la lite verbale degenerasse. Sullo sfondo, un contenzioso legale già esistente tra i due, legato alla complicata separazione tra D’Amico e l’Atalanta prima del passaggio alla Roma.
Le versioni opposte dei due club
Le ricostruzioni divergono nettamente. Il ds giallorosso ritiene di essere stato attaccato senza motivo apparente e sostiene di non aver reagito, cercando di allontanarsi; dal versante bergamasco si parla invece di un semplice confronto acceso tra dirigenti, senza conseguenze. Nel pomeriggio successivo alla gara la Roma ha preso posizione con un comunicato durissimo:
“Pieno sostegno al direttore sportivo D’Amico in relazione a quanto accaduto al termine della gara.”
Il club ha definito “inaccettabile” il comportamento di Percassi, rivendicando la correttezza del proprio dirigente e annunciando che la vicenda sarà sottoposta agli organi competenti. Di segno opposto la replica dell’Atalanta, che ha diffuso una nota per respingere le accuse:
“Respingiamo con fermezza le valutazioni espresse dalla Roma.”
La società nerazzurra ha aggiunto di non voler alimentare la polemica e di essere “assolutamente disponibile” a ogni confronto necessario con la giustizia sportiva.
Ora tocca alla Procura di Chiné
La palla passa dunque alla giustizia sportiva. Gli ispettori della Procura federale non erano presenti nel punto dell’episodio, trattandosi di un’area esterna alla loro ordinaria competenza, ma la Procura guidata da Giuseppe Chiné sarebbe pronta ad acquisire le testimonianze delle persone coinvolte e di chi ha assistito alla scena, compresi gli steward intervenuti. Saranno gli eventuali approfondimenti a stabilire la reale dinamica di un episodio che, al di là dei toni, fotografa un rapporto ormai deteriorato tra D’Amico e la sua ex società.