Per la Gazzetta il Napoli di Allegri non ha un’identità, a differenza di quelli di Spalletti e Conte
La Gazza minimizza la vittoria: "così si fa poca strada ed è meglio chiarirlo subito: può andar bene per battere il modesto Bologna". Il paragone con Spalletti e Conte

Db Torino 25/01/2026 - campionato di calcio serie A / Juventus-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Conte-Luciano Spalletti
Così il Napoli farà poca strada
Anche la Gazzetta – oltre al Corriere della Sera – minimizza la vittoria del Napoli sul Bologna. Non si capisce cos’altro avrebbe dovuto fare la squadra di Allegri oltre a vincere e a dominare la partita. Il Bologna descritto come una non squadra, dimenticando le ottime prestazioni contro Atalanta e pure Lazio nonostante il solo punticino in classifica.
I giudizi sono giudizi.
La Gazzetta analizza così il match del Maradona e sottolinea il ruolo di Favasuli:
“Per battere il Bologna, è bastato. Anche perché il Bologna in questo momento si batte da solo, rinunciando a giocare e soprattutto a lottare. Il corto muso allegriano non c’entra: qui non si tratta di scegliere, bisogna accontentarsi di quello che la squadra può dare e cercare di farlo fruttare. Certo, così si fa poca strada ed è meglio chiarirlo subito: vale per il Napoli e il suo inseguimento a un piazzamento Champions, vale per il Bologna e il suo tentativo di cominciare a costruire un futuro in linea con il recente passato”.

Il paragone con Spalletti e Conte
E ancora:
“C’è un aspetto che accomuna entrambe le squadre: non si capisce che strada vogliano prendere. Il Napoli di Spalletti e di Conte aveva un’identità chiarissima. Non si può pretendere che Allegri l’abbia già modellato in base alle sue idee, che solitamente codificano quasi nulla e lasciano nella costruzione molta libertà agli interpreti”.
Questo discorso dell’identità ricorda quello imperante ai tempi di Ancelotti. Quando una squadra ha un’identità che non piace, si preferisce usare la formula che non ha un’identità. Ma non è la stessa cosa. Sono due concetti profondamente diversi.