Nel 2014 Allegri al posto di Conte funzionò, ma era un calcio molto diverso (Corsera)
Scetticismo sul Napoli: "ci sono voluti 66 minuti per piegare il Bologna. Sarebbe un eccesso di ottimismo pensare che il Napoli abbia risolto tutti i suoi guai"

Milan's Italian coach Massimiliano Allegri (L) and Napoli's Italian Head coach Antonio Conte pose for photographers ahead of the Italian Serie A football match SSC Napoli vs AC Milan at the Diego Armando Maradona Stadium on April 6 2026. CARLO HERMANN / AFP
Il Bologna descritto come una squadra scarsa, non è così
Il Napoli ha battuto il Bologna e ha ottenuto la seconda vittoria in campionato. Ma non basta a placare le critiche. Il Bologna viene dipinto come una squadrata (non solo dal Corriere della Sera); in realtà non è così. O almeno non lo è stato fino a ieri. Nonostante il misero punto in classifica, i rossoblù hanno dominato a Bergamo contro l’Atalanta e hanno perso con poco demerito in casa contro la Lazio. Mai avevano creato così poco come a Napoli. Magari c’entra anche la formazione azzurra. Fatto sta che il Corsera con Domenico Calcagno scrive così:
“Un tempo senza energia e senza idee, un altro, il secondo, con due esterni diversi (Lang e Favasuli per Vergara e Politano) che hanno migliorato il Napoli (e non ci voleva molto). Allegri batte il Bologna e dopo tre sconfitte mette fine a quello che stava diventando un incubo. Certo il Bologna non è il Como, né l’Inter e tantomeno l’Arsenal ma per piegarlo ci sono voluti 66 minuti, un guizzo dell’esordiente Favasuli, 22 anni, e la deviazione vincente di Lobotka”.

Nel 2014, anno delle staffetta Conte-Allegri, era un altro calcio
E ancora:
“Il Bologna ha tirato in porta per la prima volta all’86’ e rimane con un solo punto, ma sarebbe un eccesso di ottimismo pensare che il Napoli abbia risolto tutti i suoi guai. La prima staffetta Conte-allegri, alla Juventus, fu un trionfo: dopo il celebre discorso del ristorante («Non puoi mangiare in un posto da 100 euro con 10 euro») di Antonio, Max infilò 5 scudetti e 2 finali di Champions. Era il 2014, altri tempi, altre squadre e un calcio molto diverso”.