Trump sbandiera le cifre record dei suoi Mondiali, ma sono superiori alle stime ufficiali della sua stessa amministrazione

Il presidente Usa rivendica 18 miliardi di dollari e 160mila posti di lavoro generati dal torneo. Numeri che gli esperti, però, considerano gonfiati.

Trump sbandiera le cifre record dei suoi Mondiali, ma sono superiori alle stime ufficiali della sua stessa amministrazione

WASHINGTON, DC - DECEMBER 05: U.S. President Donald Trump dances to the final performance of the Village People during the FIFA World Cup 2026 Official Draw at John F. Kennedy Center for the Performing Arts on December 05, 2025 in Washington, DC. Mandel NGAN - Pool/Getty Images/AFP POOL / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP

Mondiali 2026 diventano un trofeo politico per Donald Trump. Sul suo social Truth, il presidente Usa ha rivendicato l’impatto economico del torneo ospitato dagli Stati Uniti: “La sola Coppa del Mondo Fifa ha generato più di 18 miliardi di dollari per la nostra economia e ha sostenuto più di 160.000 posti di lavoro”.

Cosa ha scritto Trump sui Mondiali 2026

“L’estate è stata incredibile per i viaggi negli Stati Uniti. Solo i Mondiali Fifa hanno generato oltre 18 miliardi di dollari per la nostra economia, sostenendo più di 160.000 posti di lavoro. Viaggi e turismo significano posti di lavoro, investimenti e miliardi di dollari per le imprese e le comunità americane”.

Il tutto inserito in un post trionfalistico sull’occupazione di agosto (162mila posti in più, “quasi il triplo delle previsioni”) e sul turismo, tra parchi nazionali e voli. “Il meglio deve ancora venire“, ha aggiunto, rilanciando il tema dei dazi e del “Trump Boom”.

I numeri e lo scetticismo degli economisti

Qui, però, serve il contesto. La cifra sbandierata da Trump è persino superiore alle stime ufficiali della sua stessa amministrazione: la task force della Casa Bianca aveva previsto un impatto di 17,2 miliardi sul Pil e oltre 185mila posti di lavoro. E soprattutto, diversi economisti dello sport invitano alla prudenza: le proiezioni dei grandi eventi sono spesso gonfiate, perché la spesa tende a spostarsi più che a crearsi (chi va allo stadio non spende altrove), e alcune città ospitanti rischiano addirittura di rimetterci. Insomma, il dato è una rivendicazione presidenziale, non una verità contabile certificata.

Il Mondiale-vetrina di Trump

Non è una sorpresa che Trump usi il torneo come megafono: i Mondiali sono stati fin dall’inizio un suo evento politico, culminati con la consegna della coppa in finale, fuori dal protocollo. Anche i 18 miliardi, in fondo, sono parte dello stesso racconto: lo sport come strumento di consenso. Con buona pace dei numeri, che raccontano una storia un po’ più sfumata.