Mamma mia, a certi tifosi del Napoli non va bene mai niente. Neanche quando si vince
Un lamento continuo, per loro è come se gli avversari non dovessero esistere. Sembrano tifosi infiltrati delle squadre del Nord. Il bersaglio è sempre lui: Allegri

Napoli's Slovak midfielder #68 Stanislav Lobotka (hidden) celebrates with teammates after scoring his team's first goal during the Italian Serie A football match SSC Napoli vs Bologna FC 1909 at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples on September 13, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)
‘O judecătore, quello che mormora sempre
C’è una figura affiorata dalla mia memoria bambina che in queste settimane di inizio campionato spadroneggia nei vicoli virtuali e non di Napoli; quando non c’erano ancora i social network si aggirava nelle piazze e nei bar di paese, a volte tollerato molto più spesso evitato: ‘o judecatore. Cioè colui che mormora, che parla continuamente male degli altri, che spara colpi di veleno uno dietro l’altro, come se fosse a capo di un battaglione della Sas. E il bersaglio, manco a dirlo, è Massimiliano Allegri. Ma non solo.
Perché anche se il Napoli vince e gli avversari non tirano in porta una volta che sia una, c’è sempre un difetto da trovare: Di Lorenzo? Bollito. Lucca? Un bidone (almeno su questo non ce la sentiamo di dargli torto). Politano? Un ex calciatore. Hojlund? Troppo solo. Gilmour? Troppo basso. Favasuli? Vediamolo sui 90 minuti. Rafa Marin? Lento, impreciso. E così via. Uno non fa in tempo nemmeno a godersi una vittoria tanto desiderata dopo l’amarezza di tre scoppole consecutive, che viene travolto – già al fischio finale – da un’ondata di negatività talmente violenta da tentare il rifugio perfino in un cinepanettone (ve li ricordate in serie C i titoli dei film del grande capo sulle maglie? Bei tempi, vero?).

Certi tifosi del Napoli ricordano il film “Incantesimo napoletano”
Perché non basta vincere, no. Bisogna dominare, giocare meglio degli altri, in pratica gli avversari non devono esistere. A volte mi chiedo perché ‘o judicatore tifi Napoli e non una delle strisciate; mi viene in mente “Incantesimo napoletano”, il film (ma anche pièce teatrale) che ha come protagonista la bambina che nasce milanese in una famiglia di napoletani veraci: ecco, ‘o judecatore è un’Assuntina che non ce l’ha fatta.
L’impressione, infatti, è che se anche Allegri dovesse portare a Napoli la Champions League, ‘o judecatore direbbe che si tratta di un pezzotto comprato alla Maddalena. Eppure non si capisce quale sia la pena che debba espiare Max: non piangere per il mercato fantasma? Non lamentarsi per gli infortuni? Dare pane al pane e vino al vino (e senza cercare di moltiplicarli, come invece pretenderebbero in tanti)?
Per carità, sfido a trovare qualcuno che faccia i salti di gioia per come è cominciata questa stagione; ma almeno quando si vince, in qualsiasi modo si vinca, cari judicatori, potete farci il favore di non ammorbarci la settimana con i vostri mugugni, i vostri “sì, ma”, il vostro guardare sempre l’erba del vicino (che poi spesso è più verde solo grazie a una passata di vernice)?
È vero, come scrive il maestro Mimmo Carratelli, che Allegri sta friggendo con l’acqua, ma da buon livornese di scoglio lui ha sempre saputo che pesci prendere. Tanto prima o poi dalla cantina una lattina d’olio dovrà uscire…