Maccarani, accusata di abusi in Italia, va ad allenare la nazionale di ginnastica ritmica russa
L'ex allenatrice della Nazionale italiana coinvolta in un caso di presunti abusi è stata assunta in Russia. In Italia è stata rinviata a giudizio

Manuela Maccarani during Conference Sport at service of humanity, at the Vatican on october 05, 2016 The goal of the conference is to create a forum where leaders from different religious faiths, sports, business, academia and media can discuss how faith and sport can work together to better serve humanity. (Photo by Silvia Lore/NurPhoto) (Photo by Silvia Lore / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
In attesa che il suo destino italiano si compia in tribunale, Emanuela Maccarani va ad allenare in Russia. Sarà capo allenatrice per gli esercizi di gruppo della Nazionale di ginnastica ritmica. L’ha ufficializzato sia la federazione russa che marito, Moreno Buccianti, sui social.
“L’invito rivolto a Emanuela Maccarani – scrive in una nota la federazione russa – si inserisce nel quadro degli sforzi sistematici della Federazione Russa di Ginnastica volti a sviluppare la ginnastica ritmica e a rafforzare lo staff tecnico della nazionale. Nel suo nuovo ruolo, la specialista collaborerà a stretto contatto con lo staff tecnico russo, mettendo a frutto la sua esperienza internazionale nell’allenamento di atleti in esercizi di gruppo. Lo staff tecnico rimane impegnato nell’obiettivo comune di consolidare ulteriormente i punti di forza della scuola russa di ginnastica ritmica, accrescere la competitività della nazionale e prepararla per le principali competizioni russe e internazionali”.

Il caso dei presunti abusi in Italia
Fino a poco tempo fa Maccarani era la Nazionale italiana di ginnastica (un bell’ambientino, si è poi scoperto): quasi trent’anni sul tappeto, un argento olimpico ad Atene 2004, tre bronzi consecutivi a distanza di due Olimpiadi l’una dall’altra. Poi, alla fine del 2022, due ex allieve dell’Accademia di Desio, Anna Basta e Nina Corradini, hanno raccontato un’infanzia sportiva fatta di abusi e maltrattamenti. Da lì, la sequenza è diventata ben altra: le indagini, la rimozione dal ruolo nel marzo 2025, il rinvio a giudizio arrivato in settembre. Un procedimento ancora aperto.
Che sia proprio la Russia ad accoglierla non è un dettaglio. Quest’estate il Comitato Olimpico Internazionale ha revocato, in via provvisoria, la sospensione imposta al comitato olimpico russo dopo l’invasione dell’Ucraina: la prima crepa in un muro che potrebbe riaprirsi del tutto per Los Angeles 2028.
Dei suoi metodi sotto inchiesta Maccarani parlava così: “Il mio è un metodo che riguarda l’allenamento di alto livello, lo giudico dai risultati e dalla longevità di alcune ginnaste che sono rimaste con me tantissimi anni. È un sistema sportivo adottato dal 90 per cento di tutti gli allenatori in Italia e nel mondo”. D’ora in poi anche in Russia.