“La Juventus a Sassuolo squadra dilettantistica”, Tuttosport va giù duro
Il direttore Vaciago: "Douglas Luiz gioca perché non c'è niente di meglio. Kolo Muani non vale nemmeno la metà di 50 milioni. E in campo non c'è nemmeno un leader, non c'è nessuno che pensi".

Mg Torino 31/07/2026 - amichevole / Juventus-Nizza / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Douglas Luiz
La Juventus perde 3-2 contro il Sassuolo all’ultimo secondo di partita. La sconfitta arriva dopo il pareggio di settimana scorsa contro il Milan. I bianconeri sono fermi dunque a 7 punti in classifica. Ed è una sconfitta che fa male. È ripartito anche il chiacchiericcio sul futuro di Spalletti.
Juventus slegata con un centrocampo senza carattere
Guido Vaciago su Tuttosport critica non solo le prestazioni individuali dei calciatori, ma soprattutto l’atteggiamento e il centrocampo bianconero, orfano di Locatelli e Thuram:
Kolo Muani è costato cinquanta milioni e, per il momento, non ne vale la metà. Ma il problema adesso non è quello. O, meglio, non solo quello. Perché la Juventus sta pagando soprattutto le carenze a centrocampo, dove il mercato non è intervenuto anche a causa del prezzo pagato per Kolo. Matic sarebbe servito parecchio a questa Juve così mancante di qualità, coraggio e carattere. Douglas Luiz non era titolare per le assenze, ma perché non c’è niente di meglio anche quando stanno tutti bene. Non è all’altezza e non sarebbe titolare nell’Inter, nella Roma, nel Napoli, nel Como e nel Milan.

Per Vaciago, la Juventus ha perso per imprudenza e perché non è riuscita a creare granché offensivamente. Per di più, ha criticato i giocatori per mancanza quasi di intelligenza calcistica.
Parla di squadra dilettantistica:
“La verità è che la Juve, ieri, ha perso perché è stata una squadra scriteriata, quasi dilettantistica nel buttarsi in avanti dissennatamente (il fatto che davanti ad Adzic, all’ultimo minuto, ci sia finito Douglas Luiz, peraltro goffissimo nel cercare di bloccare il tiro è una fotografi a precisa di quello che stava succedendo in campo). E se Spalletti si è preso le colpe dicendo che l’ordine di attaccare era stato il suo, da un gruppo di calciatori che giocano –
profumatamente pagati – in Serie A ci si aspettava un’interpretazione più, come dire, “professionale” di quell’indicazione. Ma nella Juve non c’è nessuno che pensa, nessuno che tenga insieme la squadra, nessuno che esprima quel minimo di leadership necessaria in queste situazioni”.
Il giornalista sottolinea inoltre quanto sia mancato Locatelli, fermo ai box fino a fine 2026:
Il tanto bistrattato Locatelli ieri ha dimostrato la sua importanza per gli equilibri della squadra con la sua mancanza che è pesata nelle due fasi. Non stiamo parlando di Pirlo o Xavi, ma di un giocatore al quale la Juve di questi anni non può rinunciare così facilmente.