Il mondo in camper, il padel e Napoli nel cuore: la seconda vita di “Ciro” Mertens
Stasera torna al Maradona da ospite d'eccezione per Napoli-Arsenal su Prime Video. Intanto l'idolo azzurro si gode la famiglia e i viaggi.

Cosa fa Mertens dopo il ritiro? La risposta è la meno scontata per un ex campione: non insegue un nuovo ruolo nel calcio, ma si gode una vita fatta di famiglia, viaggi e padel. Eppure stasera il belga tornerà proprio là dove tutto è cominciato, allo stadio Maradona, come ospite di Prime Video per commentare Napoli-Arsenal insieme a Clarence Seedorf e Gianfranco Zola: un ritorno a casa per una leggenda azzurra.
Mertens dopo il ritiro: il giro del mondo con la famiglia
Chiusa l’ultima avventura al Galatasaray, di “Ciro” si erano un po’ perse le tracce. E per una ragione bellissima: ha scelto di recuperare il tempo perso con moglie e figli viaggiando senza sosta. Ha vissuto tre mesi in Indonesia, altri tre in Australia girata in camper e un mese in Cina, oltre a diversi altri soggiorni. Un dopo-carriera flessibile, lontano dai riflettori, con Napoli sempre nel cuore: la città dove torna spesso, quella che fin dal primo giorno lo ha fatto sentire a casa.
Il calcio ai margini: l’investimento nello Sporting Hasselt
Il pallone non è sparito del tutto, ma occupa uno spazio marginale e scelto con cura. Mertens è investitore, azionista di minoranza e membro del cda dello Sporting Hasselt, club della seconda divisione belga (Challenger Pro League). Un dettaglio che vale più di mille parole: Hasselt è la sua città natale, il posto dove è cresciuto. Non un rientro nel calcio a tempo pieno, ma il desiderio di mettere l’esperienza al servizio di casa propria.
Il padel al posto del campo
A sostituire l’adrenalina agonistica, senza però diventare invadente, è arrivato il padel. Lo scorso giugno Mertens ha preso parte all’Istanbul Open, tappa dell’EA7 World Legends Padel Tour 2026, il circuito riservato alle leggende del calcio: al debutto ha fatto coppia con Atiba Hutchinson, recordman di presenze con il Canada ed ex bandiera del Besiktas. Quello che colpisce, in fondo, è l’atteggiamento: non l’ex giocatore in cerca disperata di un ruolo, ma un uomo già appagato che sceglie con calma il proprio futuro.
Perché Napoli non lo dimenticherà mai
Il legame con la città, del resto, è scolpito nei numeri. Arrivato nel 2013 dal PSV, in nove stagioni azzurre Mertens è diventato il miglior marcatore della storia del Napoli con 148 gol (in 397 presenze, con 90 assist), superando prima Hamsik e poi Maradona nella classifica all-time. Un bottino condito da tre trofei — due Coppe Italia e una Supercoppa — e dalla trasformazione da esterno a “falso nueve” che ne fece un bomber implacabile. Stasera il Maradona lo riabbraccia: chi lo ha visto esplodere sotto il Vesuvio, per una sera, potrà tornare a sognare guardandolo di nuovo lì, a casa sua.