Il mercato mancato accomuna Napoli e Arsenal, avversarie in Champions
Mercoledì al Maradona si sfidano due squadre che hanno mancato i loro obiettivi estivi. Per motivi opposti: gli inglesi non li hanno presi, gli azzurri non li hanno cercati fino in fondo.

Db Milano 20/01/2026 - Champions League / Inter-Arsenal / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gabriel Jesus
C’è un filo rosso, quasi paradossale, che lega Napoli-Arsenal, la sfida in programma mercoledì al Maradona per la prima giornata di Champions League: entrambe arrivano da un mercato che non ha centrato gli obiettivi dichiarati. Con una differenza sostanziale nelle cause. I Gunners hanno speso quasi 200 milioni di sterline ma si sono visti sfuggire i pezzi più pregiati; il Napoli, invece, ha scelto la via dell’austerity.
Napoli-Arsenal, la lista-shock dei ventuno obiettivi falliti dei Gunners
Lo racconta il Daily Mail (ripreso dalla BBC): dopo la chiusura del mercato è spuntata la lista dei 21 obiettivi che l’Arsenal ha inseguito senza riuscire a prenderli. Nomi pesantissimi: la stella del Real Madrid Vinicius Junior (trattativa mai andata in porto), l’attaccante del Chelsea Joao Pedro, Julian Alvarez, e ancora Bradley Barcola (finito al Liverpool per 123 milioni), Morgan Rogers, Sandro Tonali, Elliot Anderson, i difensori del Tottenham Van de Ven e Romero, oltre a Kenan Yildiz della Juve e Nico Paz del Como. I campioni di Premier hanno comunque investito quasi 200 milioni (Bruno Guimaraes, Konsa, Tzolis, Hincapie), ma non hanno trovato il bomber-fuoriclasse cercato. Arteta minimizza:
“Le caselle della campagna acquisti? Sì, spuntate al 100%. Il risultato finale può essere diverso da quello che ti aspetti, ma l’intenzione c’era: ed è quello che apprezzo di più.”
Il mercato del Napoli: pochi rimpianti perché pochi tentativi
Sull’altra sponda, la storia è rovesciata. Come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, il Napoli ha vissuto un’estate di riequilibrio finanziario: spesa lorda attorno ai 50 milioni, la più bassa degli ultimi cinque anni. Gli obiettivi principali dichiarati — abbassare il monte ingaggi e l’età media della rosa — sono rimasti in gran parte disattesi. Sul mercato in entrata gli azzurri hanno provato a chiudere per un difensore centrale e per un attaccante (i nomi accostati vanno da Gila a Gabriel Jesus), senza affondare il colpo, e non sono riusciti a piazzare in uscita elementi come Lang e Lucca. Il diesse Manna ha difeso la linea: “La squadra è valida per perseguire i nostri obiettivi”.
Due strade opposte, stesso approdo
Ed eccolo il paradosso di Napoli-Arsenal: l’una ha corteggiato ventuno big incassando ventuno “no” o sorpassi, l’altra ha tenuto il portafoglio chiuso per scelta strategica. La squadra di Arteta è “ricca ma delusa“, quella di Allegri “povera per programmazione”. Eppure entrambe si presentano all’appuntamento europeo con la sensazione di aver lasciato qualcosa nel cassetto del mercato. Mercoledì, al Maradona, a parlare sarà finalmente il campo: e sarà interessante vedere quale delle due filosofie regge meglio l’urto della Champions.