Il Como e l’arte di saper spendere un sacco di soldi, mentre gli altri club italiani dormono

Per Marca "il Como è un gigante. Gioca meglio di chiunque altro e spende meglio di chiunque altro"

Il Como e l’arte di saper spendere un sacco di soldi, mentre gli altri club italiani dormono

Mg Como 15/03/2026 - campionato di calcio serie A / Como-Roma / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Cesc Fabregas

Non è tanto quanti soldi spendi (tanti, tantissimi), ma come li spendi. E in questi giorni in cui la (non) campagna acquisti estiva del Napoli è sul banco degli imputati per l’inizio di stagione stentato del Napoli, la bolla d’hype nella quale si muove invece il Como suona un po’ lezione. Ne scrive in particolare Marca, in Spagna: il titolo è un eloquente “Il metodo Cesc Fàbregas, ovvero l’arte di saper spendere”. Il Como ha esordito in Champions con un notevole 4-1 al Lipsia: la bolla ora non è solo italiana. 

Anche in Europa – scrive Marca – “il Como ha mostrato la sua formidabile identità calcistica e tutti i principi che, in pochi anni, lo hanno reso il progetto più entusiasmante e in rapida crescita del calcio italiano. Pressing alto e intenso, che coinvolge tutta la squadra, e, soprattutto, sequenze di movimento palla in mano che invitano gli avversari a pressare, per poi attaccare lo spazio alle loro spalle con continui inserimenti e movimenti. È soprattutto quando i giocatori si muovono senza palla che il Como si trasforma in un’orchestra pronta a eseguire una sinfonia vibrante senza una sola nota stonata”.

Nico Paz

Ha i soldi e li spende in modo eccezionale

Ma non è solo una questione tattica. I nomi segnano il progetto di crescita, fondato su un mercato dispendioso ma molto attento: “Anastasios Douvikas giocava nel Celta Vigo solo due anni fa e probabilmente non avrebbe mai immaginato di diventare la stella di una serata di Champions League. Il Como lo ha acquistato per 13 milioni di euro, Cesc Fàbregas ha saputo valorizzarne al massimo il potenziale e la scorsa stagione ha chiuso con ben 17 gol. Un’altra storia da non sottovalutare è quella di Luis Milla, prodotto del vivaio del Getafe di Bordalás. Un giocatore che forse ha raggiunto il suo apice più tardi del previsto e che ha esordito in Champions League a 31 anni. Mentre il resto dei club italiani dormiva, il Como lo ha acquistato per soli 6 milioni di euro”.

Per Marca “non si tratta semplicemente di un club con i soldi per acquistare alcuni dei migliori talenti sul mercato, molti dei quali spagnoli. Soprattutto, è un club che ha soldi, sì, ma li spende in modo eccezionale e poi si concentra sul miglioramento di ogni singolo giocatore grazie al lavoro di un allenatore eccezionale come Cesc Fàbregas”.

I nomi sono tanti, quasi tutti: Assane Diao, ovviamente Nico Paz, Valle, Perrone, eccetera. “Il Como è ormai uno dei giganti del calcio italiano, gioca meglio di chiunque altro e spende meglio di chiunque altro”, conclude Marca