Il Cio non capisce l’accanimento su Malagò. Il dispetto di Abodi e Buonfiglio può costare l’Europeo all’Italia
Per il Comitato olimpico Malagò gode di grande credibilità per il “peso” del passato e della sua storia sportiva". La vicenda commissariamento sta diventando grottesca

Db Milano 24/11/2023 - Lombardia 2023 World Summit / foto Image nella foto: Giovanni Malago’
Governo e Coni si sono impuntati per far fuori Malagò dalla Figc. Il golpe del cavillo. Vogliono mandarlo perché non era tesserato al momento dell’elezione. La realtà è che vogliono prendersi la Figc. Buonfiglio (il presidente del Coni che finalmente ha avuto un po’ di notorietà: prima non lo conosceva nessuno) farebbe il commissario della Figc. Abodi – che nega anche di fronte all’evidenza – è spettatore molto interessato della vicenda.

La Gazzetta riprende i concetti espressi da Ceferin nell’intervista al loro giornale, e cioè che la Uefa è per l’autonomia sportiva dalla politica. E in caso di golpe del cavillo, gli Europei sarebbero a rischio:
“se la nostra Federazione finisse sotto tutela – commissariata – in bilico, molto in bilico finirebbe la parte organizzativa dell’Europeo in agenda nel 2032 consegnata all’Italia, a metà proprio con chi ci ospita questa sera nella seconda tappa della Nations League”.
Ovviamente il Cio è stranito da questa storiaccia all’italiana
Il punto di partenza è noto, a dir poco: Giovanni Malagò, che è salito al vertice della Figc il 22 giugno con il 68,58% dei voti, poteva farlo da non tesserato?
La Gazzetta riporta anche delle preoccupazioni del Cio il Comitato olimpico internazionale:
“E uno sguardo preoccupato alle curve di casa nostra lo dà il Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, di cui Malagò è membro e dove fanno fatica a comprendere i motivi di una diatriba su un nome che, in giro per il mondo, gode di grande credibilità per il “peso” del passato e della sua storia sportiva”.