Il caso Malagò ha dato notorietà a Buonfiglio, prima il presidente del Coni non lo conosceva nessuno
Sia Gazzetta sia Il Giornale fanno notare che non c'entra niente il commissariamento deciso da Malagò: allora Tavecchio si era dimesso, e peraltro era il 2018 non il 2017. Buonfiglio ha pure sbagliato data nel suo comunicato

Dc Roma 24/07/2025 - Il Presidente della Repubblica riceve al Quirinale la Nazionale di Calcio femminile / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Luciano Buonfiglio
Un vantaggio sicuramente c’è per Luciano Buonfiglio presidente del Coni che è successo a Malagò (anche e soprattutto grazie a Malagò). Finalmente un po’ di persone hanno cominciato a conoscerlo. Prima era un perfetto sconosciuto. E questo è già un risultato raggiunto grazie alla notorietà di Malagò difeso anche dal Cio il Comitato internazionale olimpico.
Ieri Buonfiglio ha stravolto il senso dell’intervista di Ceferin alla Gazzetta e ha risposto citando il precedente del commissariamento della Figc firmato nel 2017 dall’allora presidente del Coni Malagò.
Buonfiglio ha sbagliato data nel suo comunicato
Oggi un po’ di giornali gli fanno notare che non è la stessa cosa.

Scrive la Gazzetta:
“Un riferimento temporale, quello del 2017, che ha fatto sobbalzare la Federazione: il commissariamento dell’epoca partì il primo febbraio, fanno notare in Figc. Sì, ma la crisi fu aperta dalle dimissioni di Carlo Tavecchio dopo lo spareggio mondiale perso con la Svezia e dopo che lo stesso Malagò invitò l’allora presidente federale a farsi da parte”.
A rispondere al presidente del Coni ci pensa anche Il Giornale con Franco Ordine:
“Dal Foro Italico Buonfiglio per mettersi al riparo da altre “censure” ha citato il precedente “del 2017 con Malagò presidente del Coni”. A dire il vero la data è sbagliata perché accadde nel gennaio del 2018 che la federcalcio, dopo una tornata elettorale con tre candidati (Gravina, Sibilia e Tommasi) risultò incapace di eleggere il presidente determinando così l’obbligo dell’intervento del Coni. La differenza con il caso attuale del mancato tesseramento di Malagò è elementare”.
Malagò è stato eletto con il 70% e con lui è operativo il consiglio federale, ha già rimesso in moto la macchina del club Italia con le varie nomine. Non solo, ma lo stesso Coni non ha rilevato alcuna “anomalia”. C’era stata una richiesta di archiviazione respinta dal procuratore dello sport Taucer.