Hojlund, solo 15 tocchi in area avversaria: troppo pochi per un attaccante

Sei presenze, 439 minuti, due gol e zero assist. Ma il dato che spiega meglio l'avvio del danese, secondo il CorSport, è un altro: appena 15 tocchi dentro l'area di rigore avversaria. Allegri chiede di alzare la frequenza delle conclusioni.

Hojlund, solo 15 tocchi in area avversaria: troppo pochi per un attaccante

Db Dimaro (Trento) 26/07/2026 - amichevole / Napoli-Carrarese / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Rasmus Hojlund

I numeri di Hojlund al Napoli raccontano un avvio in chiaroscuro, e c’è una statistica che, per il Corriere dello Sport, pesa più di ogni altra: i pochissimi palloni giocati dove un centravanti deve fare la differenza. Di seguito i passaggi del quotidiano, riportati fedelmente.

Hojlund al Napoli, i numeri: 15 tocchi in area e 0,8 tiri nello specchio

“NUMERI. Sei presenze tra campionato e Champions League, 439 minuti complessivi sul terreno di gioco, due reti e zero assist. C’è però una statistica che spiega meglio di ogni altra l’avvio dell’attaccante: appena 15 tocchi all’interno dell’area di rigore avversaria. Decisamente troppo poco per un centravanti chiamato a fare la differenza negli ultimi sedici metri. La media di 0,8 tiri nello specchio a partita conferma una produzione ancora lontana dagli standard richiesti da Allegri. Il tecnico toscano sa che deve gestirne le forze, proprio per questo Rasmus è sempre stato sostituito nelle sei gare disputate da titolare. Max sa bene che una quota di responsabilità ricade anche inevitabilmente sulla manovra – se i palloni non arrivano puliti, finalizzare diventa un’impresa -, ma chiede al danese di aumentare la ‘quantità realizzativa’: farsi trovare nel cuore dell’area e alzare la frequenza delle conclusioni.”

La profondità è la sua dote, ma serve il salto di qualità

“PROFONDITÀ. Aggredire lo spazio alle spalle della linea difensiva è la dote che gli appartiene di più. In Italia sono pochissimi i centravanti capaci di attaccare la profondità con la sua combinazione di accelerazione e potenza fisica. Quando trova campo davanti a sé, Hojlund sa essere devastante, inarrestabile. Il problema sorge quando il Napoli si imbatte in delle difese basse e lo spazio per correre, a quel punto, viene meno. È proprio lì che il classe 2003 deve compiere il salto di qualità: affinare il gioco di squadra, legare i reparti con movimenti corti e farsi trovare in area con continuità.”

Nel taglio del pezzo, il Corsport aggiunge una nota sulla gestione: “l’anno scorso mai a riposo, ora può trovare più equilibrio”. Un tema che il dato dei 15 tocchi in area a fronte dei 48 di Lautaro e dei 47 di Malen rende ancora più evidente, e che si lega ai segnali che stanno inquietando i tifosi. Sullo sfondo restano le scelte di Allegri, dalla staffetta con Lucca contestata da Pedullà a un gioco ancora a sprazzi che non aiuta i suoi attaccanti.