Ha fatto più Orsato per il calcio italiano (in tre giornate) che decenni di parole inutili
Ha reso la Serie A allenante per la Champions e ha offerto un esempio diverso ai ragazzini. Ha fatto arbitrare Inter-Napoli a Sozza che nelle telefonate era sgradito agli interisti. Vedremo se e quanto durerà. Già ieri chissà cosa sarebbe successo se il Napoli avesse vinto

Mp Livorno 22/08/2025 - campionato di calcio Serie C / Livorno-Ternana / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: Daniele Orsato
Orsato ha reso la Serie A allenante per la Champions
Martedì riparte la Champions e le squadre italiane non saranno più straniere. Al netto dei rapporti di forza, le italiane non dovrebbero più ritrovarsi contro avversari che corrono il doppio, il triplo, che non restano minuti a terra fingendo di essersi fatti chissà cosa. O ad accerchiare l’arbitro per proteste del tutto inutili. La Serie A adesso gioca a ritmi da Champions. Non è più un campionato non allenante. E il merito è di un solo uomo. Si chiama Daniele Orsato che – da solo – ha allestito una rivoluzione silenziosa. Ha depotenziato il Var. O meglio, ha spento il calcio del cavillo. Del particolare anatomico. Ha riportato il pallone alla sua natura originaria. Un calcio di contatto, di esuberanza. I falli, quelli vanno fischiati. A patto che lo siano.
E, attenzione: poiché il calcio è guardato anche dai ragazzini, gli effetti potrebbero essere dirompenti. Adesso anche tra i ragazzini (nelle scuole calcio e altrove) prevarrà il metodo Orsato. Se nessuno vedrà più furbi in tv, tenderà a non fare il furbetto nelle partitelle con gli amici.

Con Sozza arbitro di Inter-Napoli ha lanciato un chiaro segnale
In sole tre giornate Orsato ha eliminato le sceneggiate, anche se qualcuno resiste ancora. Ma non è solo una questione di campo. Ieri Inter-Napoli è stata arbitrata da Sozza uno di quei direttori di gara che nelle telefonate dell’inchiesta di Milano era risultato sgradito all’Inter. Orsato lo ha messo a dirigere l’Inter in un big match. Un segnale che più chiaro non si può. Giraudo non è il migliore dei pulpiti ma la sua frase “mi pare che le telefonate ci siano ancora” descriveva una realtà. In queste tre giornate abbiamo capito che basta poco a fugare sospetti.
Certo saremmo stati curiosi di vedere come avrebbe reagito l’Inter in caso di sconfitta. Avrebbe elogiato Orsato, oppure qualcuno sarebbe andato in tv a lamentarsi per il mani di Lobotka in area che poi in realtà nessuno ha visto? Perché, al fondo, continuiamo a credere che Orsato perderà la propria battaglia. Alla fine sarà travolto. Pesterà un merdone (come dicono a Melbourne) e gli faranno pagare tutto. Non a caso, già dopo la prima giornata e il gol di De Bruyne a Genova, la Gazzetta era scesa in campo contro di lui. Ora invece ne tesse l’elogio, anche perché non c’è allenatore che non sia entusiasta del nuovo metro di giudizio.
Ma non facciamo il processo alle intenzioni. In attesa di vedere quel che accadrà, il signor Orsato da Schio ha fatto scoprire all’Italia che un calcio diverso è possibile. Che le abitudini e le tradizioni possono essere cambiate. Ci vuole molto poco. Basta volerlo.