De Laurentiis: “Cardinale nel calcio ha esigenze da finanziere, non da imprenditore. I fondi hanno altri interessi”
Alla stampa estera: "Invitai a cena Cardinale tre anni fa e mi fece un discorso che io non obiettai perché sennò dovevo buttarlo fuori dalla cena"

Gerry Cardinale attends the UEFA lunch between Milan and Newcastle at Ristorante Cracco on September 19, 2023 in Milan, Italy (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto) (Photo by Alessandro Bremec / NurPhoto via AFP)
Aurelio De Laurentiis ha toccato tanti argomenti nel suo incontro con la stampa estera in occasione del premio alla carriera che ha ricevuto. Ha parlato di stadio, centro sportivo, di Malagò, di ultras.
Gli hanno chiesto anche del disimpegno dell’imprenditoria nel calcio italiano.
È uno dei pochissimi proprietari italiani di Serie A. lei prima ha citato Gazzoni, Moratti. Che fine ha fatto l’imprenditoria italiana nel mondo del calcio?
“A parte che sono un passionale per natura. se una cosa la faccio, la faccio perché mi diverto. C’è chi gioca a golf, a tennis. Io sono monotematico con la mia professione. Il che può far inquietare mia moglie ma io sono fatto così e non posso cambiare. Il discorso è che tu quando vai in Lega. Quando fai impresa devi anche stravolgere quello che non funziona. In Italia per carità, non si deve toccare nulla. Abbiamo le leggi che partono dal 1800. E che sono state via via modificate. Quando vai a vedere una legge, fai una fatica enorme a stare dietro a tutte le modifiche interpretative.

De Laurentiis: “Invitai Cardinale a cena e avrei dovuto buttarlo fuori”
È molto difficile cambiare la mentalità alla gente che fa il calcio. Lei ha parlato di fondi. Io le posso dire anche di imprenditori che spesso non sono presenti. Con molta umiltà, per capire l’ambiente, ho partecipato sempre a tutte le assemblee. Io invitai a cena Cardinale tre anni fa e mi fece un discorso che io non obiettai perché sennò ho detto “questo lo prendo e lo butto fuori dalla cena”. Perché diceva cose che per me non erano né in cielo né in terra dal mio punto di vista. Evidentemente lui era un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero.
Mi si può accusare di tutto ma ho fatto veramente l’artigiano nel cinema. Sceglievo le idee. Mai prodotto film proposto da altri. I film sono nati sempre nel nostro ufficio. Ancora adesso con Verdone ci si confronta, si parla , si sceglie, poi la sviluppiamo insieme. Chi è che finanzia il prodotto? Il sottoscritto. Chi lo realizza fisicamente? Chi lo commercializza e distribuisce? Sempre noi, in Italia e all’estero.

“I fondi hanno il problema di aver investito il denaro per farlo fruttare ai loro investitori”
Siamo in un momento in cui c’è molto da cambiare. Vedevo oggi un articolo su Dazn (si riferisce al Napolista) che ha meno telespettatori dello scorso anno ma guadagna sulle inserzione pubblicitarie. E allora poi bisogna riuscire a capire. Io faccio un altro ragionamento. Io commercializzo l’audiovisivo. Ho detto ai colleghi del calcio: visto che già produciamo noi le partite, perché non dobbiamo commercializzarle noi ai nostri tifosi? Ci sono cinque squadre che tirano al mercato? Juventus, Inter, Milan, Napoli, Roma. Sono queste cinque squadre il motore del calcio italiano. E allora queste cinque squadre si dovrebbero far carico della commercializzazione di tutto quello che viene prodotto. Del resto io d’estate non vado a fare le amichevoli all’estero. A me hanno offerto anche sei milioni di dollari per andare in Australia, ad Adelaide, per fare un partita lì e una a Singapore. E io ho detto: “ma che siete matti?”. Faccio trenta ore di viaggio con i miei calciatori, poi gioco, poi ritorno. Io devo preparare la stagione, bisogna prepararsi alle tantissime partite. A me non me ne frega niente dei milioni. Ho organizzato io partite in Abruzzo e in Trentino, pagandole, e dove in Pay per View facevo vedere le partite a una modesta cifra di 9.99 euro ad attacco, per cui potevano vederla anche in quattro, in cinque. Quindi costava nulla.
Voglio dire c’è un concetto imprenditoriale che non tutti rispettano. Quando mi parlate di Gerry Cardinale, dei fondi, loro hanno altri problemi. Hanno il problema di aver investito il denaro per farlo fruttare ai loro investitori. Se questi investitori dopo x tempo, tre anni? cinque anni?, non hanno avuto un verdone in più di quelli che hanno investito, allora tu che benefit mi hai apportato? Nessun benefit”.