Caso Cristiano Ronaldo in Portogallo: non si allena col gruppo, il presidente federale vola da lui
Prima la panchina per tutti i 90 minuti in Norvegia, poi l'allenamento saltato con la squadra. Attorno a Cristiano Ronaldo si è aperto un caso tanto che il presidente federale Pedro Proença ha deciso di raggiungere di persona il ritiro.

Monaco di Baviera (Germania) 08/06/2025 - Nations League / Portogallo-Spagna / foto Imago/Image Sport nella foto: Cristiano Ronaldo ONLY ITALY
Il caso Cristiano Ronaldo tiene banco in casa Portogallo. Dopo essere rimasto in panchina per l’intera sfida di Nations League vinta contro la Norvegia — con Jorge Jesus che si è assunto la responsabilità di non farlo entrare — il capitano dei lusitani ha saltato l’allenamento con il gruppo, rientrando nell’hotel della squadra a Malmö. Un gesto che ha riacceso il dibattito sul suo ruolo e che ha spinto la Federazione a intervenire.
Cristiano Ronaldo, cosa è successo: due versioni a confronto
Sui fatti nudi c’è accordo. In Norvegia era stato concordato un ingresso di Ronaldo negli ultimi 30 minuti; il capitano si è riscaldato a lungo, ma alla fine è rimasto in panchina per tutta la gara — interrompendo una striscia lunghissima — e al triplice fischio si è diretto subito negli spogliatoi. Il giorno dopo, niente allenamento col gruppo.
Sul perché, però, le narrazioni divergono. La ricostruzione circolata in Italia parla di una rottura: Ronaldo non sarebbe stato soddisfatto del comportamento del ct. La versione ufficiale della Federazione portoghese, ripresa dalla stampa lusitana (A Bola, O Jogo), è invece più sobria: Ronaldo avrebbe svolto una sessione individuale in palestra in hotel perché allo stadio di Malmö mancava un attrezzo specifico necessario al suo lavoro. Lo stesso Jorge Jesus ha provato a spegnere le voci:
“Parlo con Cristiano ogni giorno, ogni minuto.”
Non è comunque un fulmine a ciel sereno: già da tempo raccontiamo che Ronaldo non è più intoccabile nel Portogallo di Jorge Jesus, e che per una parte dei tifosi è diventato un problema.
L’intervento del presidente e il nodo dei 1000 gol
A dare la misura del momento è la mossa del numero uno della Federazione. Pedro Proença, che aveva in programma di seguire l’Under 21 (impegnata con Gibilterra), ha deciso di raggiungere il ritiro della nazionale maggiore, attesa dalla sfida con la Danimarca. Un gesto di rispetto, più che un richiamo: la Federazione vuole tutelare sia le scelte del ct sia il calciatore più rappresentativo della sua storia.
Il cuore della questione, però, resta uno: Ronaldo non accetta un ruolo da riserva, si sente ancora protagonista, e ha un obiettivo che lo divora — i 1000 gol in carriera, quel traguardo che insegue da mesi e di cui parla apertamente da quando, segnato il 970°, ha ammesso che “la fine si avvicina”. Una determinazione che, secondo la lettura di Jorge Jesus, rischia però di offuscare il bene della squadra.
Resta il tema più scivoloso, quello del rispetto reciproco tra campione e allenatore: perché, come ha spiegato con parole semplici anche un altro attaccante, è l’allenatore a decidere chi gioca. L’eventuale addio alla nazionale, se dovrà arrivare, sarà probabilmente una scelta dello stesso Ronaldo — e non un’imposizione. Anche perché, con un campione di questo peso, è l’unico epilogo che avrebbe davvero senso.