Calciatore morto dopo la gita di squadra, un anno dopo viene arrestato un compagno: l’accusa è avvelenamento
La vicenda arriva dalla Germania, dall'ottava serie dilettantistica. Si pensava a un'intossicazione alimentare: l'autopsia ha rivelato la verità.

Un calciatore avvelenato a morte da un compagno di squadra: è l’agghiacciante ipotesi al centro di un caso di cronaca nera che ha sconvolto la Germania. La svolta è arrivata dopo oltre un anno di indagini, quando ciò che sembrava una banale intossicazione alimentare si è trasformato in un’accusa di omicidio.
Il calciatore avvelenato dopo la gita di squadra
I fatti risalgono a metà giugno 2025. Il TuS 1912 Rockenberg, club amatoriale di Kreisliga (l’ottavo livello del calcio tedesco), organizza una gita di squadra a Dresda. Tra i partecipanti ci sono la vittima e il presunto responsabile. Durante il viaggio e subito dopo il rientro, il primo accusa un grave e improvviso malessere: le condizioni precipitano e il giocatore muore in ospedale lo stesso giorno, il 16 giugno 2025. Sul momento familiari e compagni pensano a un’intossicazione alimentare, forse legata al pesce consumato durante la trasferta.
A ribaltare tutto sono l’autopsia e le analisi tossicologiche dell’Istituto di medicina legale di Giessen, che stabiliscono la vera causa del decesso: insufficienza multi-organo settica da avvelenamento. Tipo di veleno e modalità non sono stati resi pubblici “per ragioni di tattica investigativa”, trattandosi di elementi che solo l’autore poteva conoscere.
L’arresto e l’accusa: “omicidio proditorio per motivi abbietti”
Le indagini sono durate mesi e hanno portato, il 1º settembre di quest’anno, all’arresto del sospettato, finito in custodia cautelare dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere. Perquisiti casa e posto di lavoro (il municipio di Niddatal), sequestrati cellulari e computer. L’accusa è pesantissima: omicidio proditorio per motivi abbietti. Secondo il procuratore capo Thomas Hauburger, allo stato tutto porterebbe a un atto di vendetta personale; secondo le testimonianze raccolte a Rockenberg, i due avrebbero litigato per una donna. In caso di condanna per omicidio, in Germania può scattare l’ergastolo.
Rockenberg HE. Marius Wetz (35, l.) vergiftet mutmaßlich Philipp Liebig (30), denn beide streiten schon länger „um eine Frau“. Der TV „heiratete nach der Tat standesamtlich“, nur die Feier im September verspätet sich nun. https://t.co/Nzrj4bdNxl pic.twitter.com/1Xsp9PXldh
— Der Weststrolchkönig⁴². 🔪🪓 (@DerEgica) September 4, 2026
Nel rispetto della privacy imposto dalla legge tedesca, dei due sono stati diffusi solo i nomi e le età: la vittima è Philipp L., morto pochi giorni prima del 31º compleanno e ricordato dal club come “amico, combattente in campo e uomo dal grande cuore”; il sospettato è Marius W., 35 anni, che tra pochi giorni avrebbe dovuto celebrare la festa di nozze.
Il comunicato del club: “Di nuovo senza parole”
Dopo l’arresto, il TuS Rockenberg ha diffuso una nota che esprime tutto lo sgomento della società:
“Dopo aver dovuto affrontare lo scorso anno l’improvvisa morte di un nostro compagno di squadra, gli eventi ci lasciano di nuovo senza parole. Riponiamo le nostre speranze nel lavoro delle autorità e confidiamo in un completo chiarimento dell’accaduto. Vista la situazione emotivamente gravosa per tutti, non rilasceremo dichiarazioni sulle indagini in corso.”
Resta, sullo sfondo, la presunzione di innocenza: sarà l’inchiesta della magistratura tedesca a ricostruire la reale dinamica di una storia che ha unito, nel modo più tragico, il pallone di provincia e la cronaca nera.