A Napoli clima avvelenato: rapporti tesi tra curve e De Laurentiis, e Allegri al centro di una narrazione tossica

Franco Ordine sul Giornale smonta il processo: le tre sconfitte hanno radici che precedono Allegri. Il mercato mai fatto, gli infortuni a raffica e un clima avvelenato che scarica tutto su di lui.

A Napoli clima avvelenato: rapporti tesi tra curve e De Laurentiis, e Allegri al centro di una narrazione tossica

Mg Genova 22/08/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

Allegri parafulmine è la sintesi perfetta del momento del Napoli, e a spiegarla è Franco Ordine sul Giornale: per giudicare seriamente le tre sconfitte consecutive degli azzurri bisogna partire da un dato che ha reso questa stagione unica, cioè lo zero assoluto sul fronte calciomercato. Un peccato originale che il tecnico, va detto, non ha mai rinfacciato a nessuno: i patti tra gentiluomini con la società erano chiari fin dal principio.

Allegri parafulmine: le cause che vengono prima di lui

A quel primo peccato se n’è aggiunto un altro. Ancora prima di cominciare, il Napoli ha perso due pilastri della difesa: Buongiorno, il cui rientro slitterebbe verso fine 2026, e Beukema, che sta recuperando soltanto ora. E non è finita: dopo le prime due curve, tra Inter e Arsenal, l’elenco dell’infermeria è diventato addirittura inquietante — McTominay operato per un’aritmia cardiaca benigna, poi Meret, quindi Alisson oltre ad Anguissa. Una situazione di dichiarata emergenza che trova forse la sua chiave di lettura più semplice nell’età media della rosa, la più anziana di tutta la Serie A. È con questi problemi che Allegri deve fare i conti, sapendo per giunta che il clima attorno alla squadra non lo aiuta.

Il clima avvelenato e la campagna mediatica

A Napoli l’aria è già pesante per i cattivi rapporti tra le curve e De Laurentiis, e per il tecnico si somma quella che Ordine definisce una campagna mediatica tossica, pronta ad attribuirgli la responsabilità di ogni risultato negativo. Eppure il famoso “gioco”, tra la prova di San Siro e quella con l’Arsenal, è migliorato nettamente anche in fase difensiva. Lo pensa lo stesso allenatore: “Se avessimo difeso come in Champions, non avremmo perso né con il Como né con l’Inter”. Un tema, quello del vero problema del Napoli, che avevamo già affrontato: la rosa, prima ancora della panchina.

Un tecnico “a rischio” e la strada per uscirne

Dopo l’esonero di Grosso a Firenze, Allegri viene ormai considerato da alcuni un allenatore a rischio panchina — anche se De Laurentiis, va ricordato, non ha la mano facile alla Paratici. La terza spiegazione della partenza al ribasso, per Ordine, è proprio questa: l’incapacità di difendere nei momenti chiave, sia col Como sia con l’Inter, dove tutti hanno dimenticato i gol divorati da Anguissa e Alisson sul 2-2. Ma per uscire dalla difficoltà la ricetta è una sola: riprendere la strada maestra dei tre punti nei prossimi due appuntamenti, il Bologna in casa e il viaggio a Firenze. Le uniche buone notizie di giornata sono la ripresa fisica di De Bruyne e il recupero di Lang, lasciato in castigo mercoledì per uno screzio con Vergara. Ancora troppo poco.