Tante, troppe maglie da calcio: ormai sono diventate usa e getta, costano troppo e inquinano

Non ditelo a De Laurentiis. Il Guardian cita l'esempio virtuoso del Brentford che cambia le magliette solo ogni due anni. il 60% del materiale sportivo professionale utilizzato dai club viene distrutto al termine della stagione

Tante, troppe maglie da calcio: ormai sono diventate usa e getta, costano troppo e inquinano

Tante, troppe maglie. Sono un problema, per il portafogli degli appassionati e per l’ambiente. “Sono diventate qualcosa di quasi effimero, incredibilmente costose ma rilevanti solo per un brevissimo lasso di tempo”, scrive il Guardian. Secondo molti è un modello da ripensare. Non ditelo a De Laurentiis, che sulle magliette ha costruito un modello vincente, in Italia.

Tifosi o portafogli?

I tifosi – secondo il Guardian – sono stanchi di sentirsi trattati come portafogli ambulanti, sempre pronti a sborsare per un’altra maglia, un’altra stagione. In un periodo di crisi del costo della vita, sempre più persone si rivolgono all’enorme mercato delle maglie contraffatte, un mercato legato alla criminalità organizzata, al lavoro minorile, a salari bassi e a un prodotto venduto senza alcun controllo di sicurezza sui coloranti utilizzati o sulla resistenza al fuoco del materiale”. Secondo stime di The Athletic, un terzo di tutte le maglie della Premier League vendute sono false.

Secondo il Guardian “un modello più sostenibile potrebbe funzionare in diversi modi. I club potrebbero indossare la stessa maglia per più di una stagione, come cercò di imporre la task force laburista per il calcio negli anni ’90. Il Brentford è all’avanguardia. Il club di Premier League indossa la stessa maglia per due stagioni dal 2021 (con un’eccezione nel 2025-26 a causa della fine della sponsorizzazione delle scommesse). I tifosi sono entusiasti”.

Poi l’esperta consultata dal giornale inglese propone un servizio di permuta, in cui i tifosi riporterebbero la vecchia maglia al club in cambio di una nuova, dando così alle società il controllo sul futuro dei vecchi kit, e un modello di noleggio. Ma, soprattutto, è fondamentale sfatare il mito che una maglia, che rappresenta un simbolo di emozioni e un investimento così importante per il tifoso, sia usa e getta come un sacchetto di patatine fritte comprato dal furgoncino fuori dallo stadio”.

Scudetto Napoli

Inquinano anche le maglie da calcio realizzate con materiali riciclati

“Il poliestere, dopotutto, è ricavato dal petrolio greggio, anche se la maggior parte delle maglie replica della Premier League sono ora realizzate con bottiglie di plastica riciclate, ora le bottiglie di plastica possono essere trasformate in altre bottiglie di plastica in un processo a ciclo chiuso, quindi usarle per le maglie vanifica questo processo”. 

Nemmeno il bambù rappresenta la soluzione: “Richiede un uso intensivo di sostanze chimiche e, inoltre, quando viene miscelato con altri materiali, diventa molto difficile da riciclare. Anche se usassimo il cotone, che richiede grandi quantità di terreno e sostanze chimiche, ci troveremmo comunque in un sistema che incentiva l’obsolescenza delle magliette”.

La Uefa stima che il 60% del materiale sportivo professionale utilizzato dai club venga distrutto al termine della stagione, mentre si stima che 20 milioni di magliette siano andate sprecate dopo i Mondiali di calcio di quest’anno, principalmente a causa dei diritti di proprietà intellettuale.