Stadio Napoli, i nodi del progetto De Laurentiis sono due: i tempi di bonifica e l’acquisto dei terreni
Repubblica: "La bonifica dovrebbe terminare tra la fine del 2027 e l'inizio del 2028. Manfredi: "È una area complicata." Sulla questione prezzo: "Il valore dei terreni si aggira intorno ai 50-60 milioni. Difficile convergenza tra Comune e club"

Db Dimaro (Trento) 26/07/2026 - amichevole / Napoli-Carrarese / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis
Ieri, lo sappiamo, c’è stata la presentazione del progetto comunale di restyling del Maradona che, pur dando una “verniciata” all’impianto che conosciamo bene, non risolve comunque la questione degli introiti per la società. De Laurentiis lo sa ed è per questo che venerdì scorso ha inviato alla Uefa il suo personale progetto di stadio da costruire nell’area dell’ex Raffineria Q8 a San Giovanni a Teduccio.
Tuttavia, ci sono due nodi da risolvere. Ne parla Pasquale Tina su Repubblica.
Progetto, De Laurentiis: il nodo bonifica

Si legge su Repubblica:
“L’area è di circa 38-40 ettari ed è stata sottoscritta una lettera d’intenti. Le parti sono in contatto costante. Sono due i nodi da sciogliere. Il primo, più importante, riguarda i tempi della bonifica, che dovrebbe terminare tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028.
Questione delicata su cui si sofferma anche il sindaco Gaetano Manfredi: “La Q8 farà una proposta e la verificheremo. È un’interazione che dura da anni. Si può prendere il disegno di uno stadio e metterlo lì, ma è una zona complicata. Se arriva un bel progetto con investimento di privati lo seguiremo con grande attenzione.”
Il secondo nodo

Il secondo problema è l’acquisto dei terreni, il cui valore si aggira intorno ai 50-60 milioni di euro. Sta di fatto che, per ora, la convergenza tra le due parti, Comune e club, è complessa. Quindi cosa fare? La partita stadio è troppo importante per consolidare la propria dimensione. Il Napoli dovrebbe cercare di non perderla.