Josh Kerr: “L’atletica è infestata da dopati. Ci ho corso contro, sapere che barano mi esalta”

L'inglese è una superstar del mezzofondo, al Times dice che "in una gara, tiri fuori la parte più profonda e oscura di te stesso. Se avessi barato, questo rovinerebbe la mia mentalità"

Josh Kerr: “L’atletica è infestata da dopati. Ci ho corso contro, sapere che barano mi esalta”

Britain's Josh Kerr crosses the finish line to win the men's one mile event during the IAAF Diamond League athletics competition at the London stadium in London on July 18, 2026. (Photo by Henry Nicholls / AFP)

Josh Kerr ha da poco battuto un record storico del mezzofondo mondiale, quello del miglio che stabilito nel 1999 dal marocchino Hicham El Guerrouj. L’ha fatto progettando il percorso al millimetro scientificamente, dall’alimentazione ai metodi d’allenamento, all’abbigliamento tecnico, ai bagni di ghiaccio di 222 secondi esatti. Si era tenuto lontano da tutto, usando solo un telefono “usa e getta” per chiamare sua moglie, la sua famiglia e il suo allenatore. Quando Kerr aveva 13 anni, dopo una gara, suo padre gli diede un avvertimento. Gli disse: “Nessuno si ricorda del campione under 13”. “Cercava di rassicurarmi”, spiega in una lunga intervista al Times. “Continuavo a perdere e gli dicevo: ‘Devo allenarmi di più’, ma mio padre rispondeva: ‘No, prenditela con calma. Nessuno si ricorda del campione under 13, ma io credo che tu possa diventare il migliore al mondo’. È così che sono cresciuto: i miei genitori che mi dicevano che potevo diventare il migliore”.

Il Times fa notare che per quel record così costruito ha guadagnato solo un bonus di 50.000 dollari. “Una cifra ridicola”, dice lui. Il campione di freccette Luke Littler ha portato a casa 1 milione di sterline per il suo ultimo titolo mondiale. Erling Haaland del Manchester City guadagna 525.000 sterline a settimana.

Ingebrigtsen

“La parte oscura di me”

Poi ad un certo punto parla di doping“Il nostro sport ne è infestato”. Kerr è certo di aver gareggiato in passato contro atleti dopati: “Al cento per cento. Ho gareggiato nel primo turno dei Campionati del Mondo dei 1500 metri a Londra nel 2017 contro atleti che poi sono stati squalificati per doping. Il nostro sport ne è pieno”.

“In una gara, tiri fuori la parte più profonda e oscura di te stesso. Se avessi barato, questo rovinerebbe la mia mentalità perché lo saprei. Ma se so di aver fatto tutto nel modo giusto – dall’allenamento all’alimentazione, al sonno e all’idratazione – allora la mia mente è in pace. Posso anche perdere una gara e sentire comunque di aver dato il massimo. Fare le cose per bene mi rende più forte. E sapere che i miei avversari cercano scorciatoie mi rende ancora più veloce.”