Il gol di Hojlund è stata l’unica fiammata del Napoli. Il mistero Giovane: a cosa serve?
Due regali di una difesa da brividi e un Como nemmeno tanto irresistibile vince. A centrocampo i vuoti sono evidenti, perché tenersi un calciatore che non gioca mai come Giovane?

Napoli's Danish forward #19 Rasmus Hojlund celebrates scoring his team's first goal with teammates during the Italian Serie A football match between Napoli and Como at the Diego Armando Maradona stadium in Naples on August 30, 2026. (Photo by Carlo Hermann / AFP)
Da Hojlund a Giovane: le due facce del Napoli di Allegri
FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTI ALLA 2° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2026-27
DI NELLO MASCIA
Debutto con sconfitta per Allegri al Maradona.
Due regali di una difesa da brividi e un Como nemmeno tanto irresistibile passa.
Cesc punta sull’organizzazione di gioco, imponendo una variante creativa del tiki taka guardiolano e domina indisturbato per un’ora e più.
Unica parentesi la fiammata di Erasmo che firma il temporaneo pareggio con un’azione limpida da centravanti puro.
Dando una risposta pratica a chi auspicherebbe in quel ruolo un nome più altisonante in linea con le ambizioni societarie.
Napoli brutto, senza identità.
Tranne la evidente vocazione alla ripartenza.
Che non è il massimo della vita ma almeno andrebbe fatta a mestiere.
Con il cambio gioco improvviso. Che qui non c’è.
Acciughina stavolta non azzecca una sostituzione che è una.
Perché preferire Ferribotte che non giocava da 6 mesi al posto di Vergara, migliore in campo a Genoa?
Siamo all’inizio e non è tempo per le sentenze.
Ma è sempre tempo per fare domande.

L’immotivata assenza sul mercato
Vista l’emergenza in difesa perché prendere Benoit Badiashile che qualcuno ha visto zoppicare in tribuna?
Perché non preferire un difensore pronto da buttare in campo?
Viste le condizioni di Zambo perché lasciar andare lo Zircone Macedone così utile lo scorso anno?
Perché non correre ai ripari e prendere una buona alternativa?
Il vuoto a centrocampo si vede lontano un miglio.
Abbiamo un evidente esubero in attacco che è Giovane.
L’oggetto misterioso.
Non serviva al Feroce Salentino.
Non serve ad Acciughina.
Perché trattenerlo? Diamolo via anche gratis.
Così liberiamo un nome in lista per un buon centrocampista. Che oggi serve come il pane.
E infine la domanda delle domande.
Perché questa assenza sul mercato?
Non pretendo risposte.
Orsato e le nuove normative in linea con l’Europa.
È forte il sospetto che l’obiettivo fosse un altro.
Eliminare il Var per tornare a favorire i club più ricchi.
Un po’ come il caso Ranucci.
Eliminare Report per non disturbare delinquenza e criminalità.
Ci stanno riuscendo.

La Lazio di Gattuso va: senza pubblico, in contestazione a Lotito. Eppure va
Clamoroso rigore non dato al Parma sul risultato di 0-0.
E così si ritorna al passato.
Solita vittoria immeritata della Vecchia.
Decidono gli esuberi Gonzales e Koopmeiners, il che significa che senza i suddetti la gara sarebbe terminata 0-0.
Anche a Firenze Var spento.
Jimenez mena letteralmente Bracaglia a gioco fermo. Niente.
Dragusin atterra in area Shmid. Niente.
Ha altri problemi il tifoso viola. Che non crede ai suoi occhi.
Sette pere in due partite.
Ma come? Paratici ha spesa una fortuna sul mercato, ed è riuscito a mettere su una squadra ancora più scarsa dell’anno scorso.
Paratici. Che intanto alla festa del centenario se la tira con la nuova fiamma Pilar Fogliati che resta il suo miglior colpo, altro che Mastantuono.
Mentre più d’uno sussurra che Grosso alla fine è l’ennesimo campione del mondo negato per la panchina.
Attenzione ad Amorim. Ha un culo che fa sgranare gli occhi.
Il Diavolo vince con 2 palloni che ricordano la famosa partita di Fantozzi.
Venezia superiore per la gestione della partita.
Se avesse avuto un pizzico di qualità in piu in avanti avrebbe portato a casa i 3 punti.
Ma la sorpresa è il Gattaccio.
Punteggio pieno.
Con tutti i problemi che hanno gli aquilotti.
Un presidente che non sborsa un euro.
E una tifoseria contro che diserta lo stadio.
E lascia l’Olimpico vuoto.
Da non credere.