Fin qui il mercato del Napoli è il peggiore dell’era De Laurentiis (rosa mooolto vecchia)
Il Napoli ha otto Over 30 (escludiamo Lukaku). E vende i giovani. Ci attende una stagione su tre fronti con una delle rose più vecchie d'Italia. È tutto frutto della autolesionistica politica dei rinnovi

Db Riyadh 18/12/2025 - Supercoppa Italiana / Napoli-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis-Giovanni Manna
Otto over trenta in rosa (escluso Lukaku)
Quando siamo giunti al 10 agosto si può tranquillamente affermare, senza tema di smentita, che il calciomercato estivo 2026 del Napoli è finora, sine ullo dubbio, il peggior mercato dell’era De Laurentiis, peggiore anche di quello dell’estate 2021 (il primo anno di Spalletti), quando a Napoli arrivarono soltanto lo svincolato Juan Jesus a parametro zero e l’allora semisconosciuto centrocampista camerunense Frank Zambo Anguissa in prestito dal Fulham; peggiore perché quell’anno il Napoli, che era reduce dal rocambolesco quinto posto in campionato, non doveva disputare la Champions bensì l’Europa League e perché quella squadra annoverava in rosa calciatore come Osimhen, Lozano, Fabian Ruiz, Zielinski, Koulibaly, oltre ai vari Di Lorenzo, Politano, Rrhamani, Lobotka e lo stesso Anguissa che avevano ben cinque anni in meno rispetto ad adesso.
Insomma quel Napoli, se non più forte, era sicuramente meno vecchio di quello attuale e, pertanto, non annovera in rosa circa dieci calciatori Over 30 come quello attuale.

Ma non si doveva svecchiare la rosa?
Il Napoli quest’anno aveva l’esigenza di svecchiare la rosa, invece, finora, le uniche cessioni sono state quelle del difensore esterno mancino Miguel Gutiérrez (classe 2001) e quelle dei due giovani Hasa e Rao (oltre a quella di Zerbin e dell’altro “prodotto del vivaio” azzurro Ambrosino); purtroppo, contrariamente a quanto prefissato, in questa prima fase di mercato del Napoli vanno via i giovani e restano i vecchi, dal momento che tra Di Lorenzo (classe 1993), Spinazzola (1993), Rrhamani (94), Anguissa (95), Lobotka (94), Politano (93), De Bruyne (91), Mazzocchi (95) – Lukaku lo mettiamo in bilico -, i partenopei hanno in organico otto calciatori Over 30 (senza Lukaku). Per di più quasi tutti “logori” in quanto spremuti come i limoni nelle stagioni precedenti e, purtroppo, molti dei quali reduci da numerosi infortuni, ai quali si aggiunge il terzo portiere Nikita Contini (classe 96) e lo stesso McTominay che a dicembre compirà anche lui trent’anni (così come Neres, Meret e Milinkovic-Savic tra febbraio e marzo prossimi).
Il caso dei portieri è quanto mai emblematico, dal momento che il Napoli, allo stato attuale, annovera un terzetto di estremi difensori composto da un ’96 e due ’97: di solito è prassi assai diffusa avere tra i portieri almeno un giovane, il Napoli, invece, finanche in porta non ha giovani dal momento che, come visto, il meno vecchio ha già ventinove anni (trenta nei primi mesi del 2027).

Mercato del Napoli bloccato dall’autolesionistica politica dei rinnovi
In tutta franchezza, in assenza di una netta inversione di tendenza nelle ultime tre settimane di calciomercato, la situazione del Napoli può diventare davvero preoccupante-allarmante perché dover affrontare tre competizioni con così tanti calciatori Over 30 e, come visto, molti reduci da infortuni, non sarà certo una passeggiata di salute, anzi… In più, aggiungiamo, che anche i più giovani come Marianucci purtroppo possono infortunarsi.
Poi, ovviamente, se le cose non dovessero andare bene, tutti se la prenderanno con l’allenatore!
Purtroppo il Napoli (che al momento annovera un’età media di circa 28 anni anni, media tuttavia falsata dalla presenza dei vari Sgarbi, Iaccarino, Obaretin e Garofalo che quasi sicuramente saranno ceduti e andranno a giocare altrove…) paga una politica dei rinnovi completamente sbagliata: negli anni addietro, anziché vendere, ha provveduto a rinnovare il contratto a troppi calciatori prossimi ai trent’anni che oggi non hanno assolutamente mercato (anche perché molti di loro percepiscono ingaggi decisamente fuori portata per squadre di “livello medio”) e adesso, per sfoltire la rosa e, come nel caso di Gutiérrez, per fare cassa, è costretto a cedere i più giovani e tenersi, fino alla scadenza dei rispettivi contratti, calciatori vecchi e logori, che poi perderà tutti a parametro zero tra qualche stagione: praticamente assurdo.