Cagliari, il caso Esposito si ingrossa. Il dg del club: “Tentativo di estorsione” e Giuffredi minaccia le denuncia
Melis (il dg): "Avevamo proposto un adeguamento, ma il ragazzo, mal consigliato dall'agente, ha lasciato il ritiro, mancandoci di rispetto". Giuffredi gli risponde: "Probabilmente le persone che fanno estorsioni le conosce lui più di me. Lo denuncerò"

Sebastiano Esposito (#94 Cagliari Calcio) during the Serie A TIM match between Cagliari Calcio and Udinese Calcio in Italy on May 9, 2026. (Photo by Alessandro Tocco/NurPhoto) (Photo by Alessandro Tocco / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Per chi se li fosse persi, ecco i fatti: Sebastiano Esposito, legato al Cagliari fino al 2030, voleva un adeguamento del contratto in grado di soddisfarlo: non più 1,2 milioni a stagione, ma 1,7. Il calciatore, non accontentato e accusando il club di esser venuto meno ai patti, ha poi lasciato il ritiro di Ponte di Legno prima dell’amichevole contro l’Union Berlino e ha successivamente presentato un certificato medico per stress emotivo e ansia, valido per 10 giorni.
Adesso si è arrivati allo scontro frontale tra il direttore generale del club e il procuratore del ragazzo. Il botta e risposta.
Caso Esposito, le parole di Melis

Il dg del club a Videolina ha parlato di estorsione:
“Questo è uno di quei casi che non restituisce una bella immagine del mondo del calcio e che, senza dubbio, rischia di allontanare un po’ i tifosi e gli appassionati. Siamo rimasti sorpresi e amareggiati dall’evoluzione di questa vicenda: il Cagliari si era confrontato in tempi non sospetti con l’agente, nonostante ci fosse un contratto fino al 2030 firmato lo scorso anno, e la settimana scorsa aveva presentato una proposta di adeguamento significativa, che avrebbe portato Esposito a essere uno dei giocatori più pagati della rosa.
Era una nostra scelta volontaria e alla fine ci siamo ritrovati davanti a qualcosa di più vicino a un tentativo di estorsione. Il ragazzo, sicuramente mal consigliato dal proprio agente, ha lasciato il ritiro nella notte, venendo meno al rispetto nei confronti del gruppo, dell’allenatore, dello staff e dei tifosi rossoblù.
Lo aspettavamo comunque oggi alla ripresa degli allenamenti, ma al suo posto è arrivato un certificato medico dal contenuto quantomeno imbarazzante. Il giocatore è sicuramente sul mercato, ma il Cagliari prenderà in considerazione esclusivamente offerte congrue al suo valore tecnico e coerenti con la sua reiterata richiesta di ottenere un ingaggio vicino al doppio di quello attuale”.
La risposta di Giuffredi

Ovviamente, la risposta di Giuffredi non si è fatta attendere. A TuttoCagliari:
“Non conosco Stefano Melis, non è mai stato coinvolto nelle trattative. Dovrebbe vergognarsi per aver utilizzato il termine ‘estorsione’. Probabilmente le persone che fanno estorsioni le conosce lui più di me. Se oggi sono quello che sono, lo devo al lavoro e alla serietà: dovrebbe quindi sciacquarsi la bocca prima di parlare di me. Nel nostro ambiente non c’è spazio per la parola ‘estorsione’.
Giulini dovrebbe prendere provvedimenti nei confronti del suo dirigente. Tra l’altro, lo stesso presidente mi aveva chiamato prima di iniziare la trattativa, chiedendomi di fare finta di rinnovare il contratto del ragazzo senza informare Catte e Accardi.
Il certificato medico? Al ragazzo sono stati prescritti 10 giorni di riposo a causa dello stress, dopo una visita effettuata con uno psicologo. Come si può sostenere che lo stesso certificato sia imbarazzante? Il signor Melis non è un medico: come può definire un certificato medico imbarazzante?
Domani provvederò a presentare denuncia presso le autorità competenti nei confronti del signor Melis, che dovrebbe essere un direttore generale, ma di fatto si comporta da ‘signor sì’ del suo presidente”.